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	<title>Bile. non è satira, è peggio.</title>
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		<title>Boldrini brigatista terrorista israeliana nazista true black metal</title>
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		<pubDate>Wed, 15 May 2013 08:34:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Volpe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Abusi Testuali]]></category>
		<category><![CDATA[ambrosoli boldrini borsellino falcone grossman travaglio complotto]]></category>

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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.scaricabile.it/wp-content/uploads/2013/05/magritte_window.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-9198" src="http://www.scaricabile.it/wp-content/uploads/2013/05/magritte_window-220x300.jpg" alt="" width="220" height="300" /></a><br />
Fra le tante cose che si possono dire in questo periodo di Laura Boldrini, Presidente della Camera eletta con SEL, una forse sfugge all&#8217;attenzione di tanti: Boldrini è sotto il fuoco di fila del centrodestra.</p>
<p>Le motivazioni dietro a questo fatto sono innumerevoli. Tra le tante, Boldrini è il bersaglio perfetto anche perché non fornisce nessun alibi facile a cui ricorrere contro i suoi accusatori: per esempio, non è nera ed è una bella donna, per cui non si possono chiamare in causa i &#8220;soliti pregiudizi&#8221; che caratterizzerebbero il centrodestra, come il razzismo e il maschilismo becero che ha bersagliato persone come Livia Turco, Emma Bonino e Rosy Bindi per il semplice fatto di non essere sex symbol (e solo l&#8217;idea di dover spiegare queste cose mi fa venire voglia di vomitare).</p>
<p>La strategia <a href="https://www.youtube.com/watch?v=SyXGzYV9a8Y">del centrodestra</a> e dei suoi scherani, come <a href="https://www.youtube.com/watch?v=rCG_r9WdsIg">il Giornale</a> e Libero, si basa poi anche sulla capacità ormai evidente di sfruttare a proprio vantaggio le divisioni, le rivalità e la <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Schizofrenia_paranoide">schizofrenia paranoide</a> di tanta sinistra radicale (schieramento a cui Boldrini appartiene) e soprattutto degli internauti, delle loro (più o meno giustificate) manie di persecuzione e della loro capacità di diffusione virale di allarmi su facebook e twitter (anche per la presenza fra loro di personaggi che rientrano in entrambe le categorie &#8211; sinistronzi e internauti &#8211; come Alessandro Gilioli).</p>
<p>Generalmente, a causa delle continue manipolazioni non solo delle notizie, ma anche della realtà, sarebbe necessaria una attenzione smodata per ogni cosa: va controllata accuratamente la corretta trasmissione di ogni notizia non solo a ogni affermazione dei politici e dei personaggi pubblici, data la tendenza dei giornali a usare impropriamente (e spesso in modo <span style="text-decoration: underline">volontariamente</span> improprio) i virgolettati; ma anche in casi come notizie di attentati e azioni di guerra, si veda per esempio il caso delle esplosioni di Madrid, che il premier Aznar volle provare a sfruttare a scopi elettorali (commettendo <a href="http://www.repubblica.it/2004/c/sezioni/esteri/spagna3/fineaznar/fineaznar.html">un tremendo autogol</a>), oppure alle accuse sull&#8217;uso di armi chimiche in Siria. Fra i sinistronzi il problema è che si applica un continuo doppio standard: alla notizia dell&#8217;<a href="http://www.bbc.co.uk/news/world-middle-east-22499326">attentato nella città di confine turca di Reyhanli</a>, che ospita numerosi rifugiati siriani, hanno dato la colpa dell&#8217;atto a ribelli che speravano di dare la colpa ad Assad per aumentare il coinvolgimento della NATO nell&#8217;operazione. Ma quando una notizia viene pubblicata a favore di una qualsiasi ipotesi di complotto anti-USA o anti-Occidente, non esitano a re-twittarla senza averla fatto oggetto della minima verifica.</p>
<p>Spesso e volentieri, sono le nostre proiezioni e i nostri <em>desiderata</em> a farci interpretare male la realtà, sia in un senso sia nell&#8217;altro. Questo ci impedisce di giudicare le persone come soggetti complessi e, ovviamente, anche contraddittori, facendo scattare in noi meccanismi di tifo e appoggio a priori che, in quanto “a priori”, sono inaccettabili (figuriamoci poi nei confronti di “movimenti”, “partiti”, “nazioni” o “stati”). Per esempio, ci sono sinistronzi che richiedono il boicottaggio di autori, scienziati e intellettuali israeliani o, addirittura, semplicemente ebrei; a Fiere del Libro, intervengono per chiedere a scrittori israeliani di dissociarsi dalla politica governativa israeliana. Perché questo è sbagliato e razzista? Perché nessuno boicotta scrittori né film o cantanti statunitensi per le ripetute violenze e le guerre e i colpi di stato causati nel mondo, figuriamoci poi quelli francesi o spagnoli (due nazioni che di colpi di stato procurati o appoggiati, rispettivamente in Africa e in America Latina, sono parecchio esperte). Chi boicotta gli scrittori israeliani lo fa solo perché sono un bersaglio facile ed evidente, e perché sono percepiti come &#8220;diversi&#8221; in modo del tutto razzista, mentre nessuno boicotta Joe Lansdale o Stephen King o Chuck Palahniuk, essenzialmente perché a nessun sinistronzo viene in mente di associarli con i crimini dei governi statunitensi &#8211; e in effetti, perché dovrebbero farlo? Il sinistronzo sente il nome di Stephen King, sa che è americano, e finisce lì. Il sinistronzo sente il nome di David Grossman, sa che è israeliano, e gli impone di giustificarsi per i crimini di Israele. Be&#8217;, amico sinistronzo, sei uguale agli &#8220;sbirri&#8221; che contesti perché quando vedono il tizio nero che cammina per strada gli chiedono i documenti e il permesso di soggiorno e poi magari è un cittadino italiano.</p>
<p>Le nostre proiezioni sono le stesse che ci fanno santificare persone come Falcone e Borsellino, che se fossero rimaste in vita avrebbero finito per fare la stessa fine di Caselli: considerate traditori fascisti senza appello per la loro visione del caso TAV, che sarebbe stata indubbiamente ancora più di destra di quella del magistrato torinese. E in fin dei conti a Falcone molti rimproverarono proprio la sua attività politica in vita, e non gli avrebbero risparmiato insulti gli stessi identici gruppi di persone che oggi lo idolatrano.</p>
<p>In questo senso, la contiguità fra sinistronzaggine e berlusconismo è interessante, come interessante lo era al tempo dello scandalo Finmeccanica. Travaglio, e quelli del Fatto Quotidiano e di Repubblica che addentavano la notizia della corruzione travolgente ai suoi vertici, erano additati dai sinistronzi come utili idioti al servizio del neoliberismo, assetato di sangue pubblico e desideroso di far vendere la compagnia, che restava una delle più fruttuose del settore pubblico, al migliore offerente – naturalmente dopo essersi procurati l&#8217;appoggio di una opinione pubblica bovina. E per questo taluni sinistronzi erano fra i più preoccupati di una eventuale caduta di Berlusconi.</p>
<p>Sempre in quest&#8217;ottica, Laura Boldrini paga il fatto di avere lavorato come commissario per i rifugiati dell&#8217;ONU, una organizzazione che non trova simpatia praticamente da nessuna parte, saldando nell&#8217;odio la destra che la detesta per avere simpatia per bula-bula e culi-in-aria di vario genere, e la sinistra che la odia per essere la faccia buona del capitalismo neoliberista che governa l&#8217;ONU, senza che lei abbia mai denunciato nella sua azione i veri responsabili di tutto, ovvero l&#8217;occidente schifo e criptofascista.</p>
<p>Ora, come già dissi a inizio dell&#8217;intervento, non è nel mio interesse difendere Laura Boldrini, gli scrittori israeliani o i giornalisti che criticano i vertici di Finmeccanica. Il mio intento è accusare quelli che, con motivazioni del tutto utilitaristiche (e quindi machiavelliche), pretendono di discutere di politica e libertà di parola distorcendo gli argomenti secondo le proprie finalità.</p>
<p>Ma chi attacca i giornalisti che denunciano le malefatte perché teme che questo avrà come conseguenza un uso distorto delle denunce, è come chi criticava chi parlava di mafia perché rischiava di danneggiare la Sicilia; è come chi dice che non si doveva parlare degli scandali del PD perché Berlusconi così ha pareggiato alle elezioni. Certe cose vanno denunciate punto e basta. Poi ci sarà tempo e modo di denunciare anche chi vuole sfruttare malcontento o scandali a scopi personali – ogni altra forma di lotta squalifica chi la compie, anche se in buona fede, e finisce per corromperlo progressivamente – il PD giustificandosi anno dopo anno è diventato quello che abbiamo sotto i nostri occhi; un giornalista capace come Travaglio è diventato un patetico cane da guardia al soldo dei grillini.</p>
<p>Ogni critica costruttiva, anche comprendente la più totale condanna del personaggio, per esempio Boldrini oggi, è lecita se intellettualmente onesta e propriamente argomentata – per farlo, basterebbe discutere con serenità delle proposte e delle idee dei singoli personaggi e movimenti, criticarli quando serve, apprezzarli quando lo meritano, e sapere dare un giudizio complessivo quando è il momento di trarre conclusioni, non sulla furia di un attimo in cui uno dice una cazzata o fa una cosa che non ci piace; come per esempio i grillini, che dopo mesi con Crocetta lo ripudiano perché in un caso ha votato con il PDL e non con loro su un provvedimento. Magari una persona se dice qualcosa su cui non siamo d&#8217;accordo è perché non è informata, perché ha il diritto di avere una idea del cazzo, o perché magari non siamo informati noi &#8211; e non necessariamente perché faccia parte del complotto sionista-massonico-vaticano-rettiliano mondiale. Magari se secondo voi ho detto delle cazzate in questo articolo mi farebbe piacere discuterne con chi la pensa in modo diverso, senza che per forza uno dei due debba cedere all&#8217;altro, senza che per forza ci consideriamo a vicenda coglioni senza speranza o persone in malafede. E&#8217; per questo, per esempio, che è giusto considerare eroi di questo paese persone come Borsellino, anche se era uno “sbirro” missino, e Ambrosoli, anche se <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giorgio_Ambrosoli#Biografia">era un monarchico cattolico</a>, per quanto poco questo fatto possa piacere ai sinistronzi – purtroppo per loro, essere di destra, o gustarsi il corpo di Cristo le domeniche mattina, non è ancora un requisito necessario né sufficiente per essere delle teste di cazzo.</p>
<p>Ma fanculo Borsellino! A noi piace molto di più costruire altari a persone sulla base di una singola idea che in quel momento ci inebria e ci unisce e che spinge a uno spirito di identificazione del tutto posticcio, spesso con persone che fino al giorno prima nessuno sapeva chi fossero &#8211; da Stefano Rodotà a Laura Boldrini passando per Ambrosoli figlio oggi, ma se il momento è giusto perfino al pessimo Fini, il protagonista di Bolzaneto e della legge che criminalizza gli immigrati clandestini, assurto al 10% dei sondaggi solo per avere mollato, dopo 15 anni di complicità, il sempre più indifendibile Silvio Berlusconi. Poi arriva il giorno in cui “scoprite” che Travaglio è “di destra” e nei suoi articoli usa gli insulti e la squalificazione dell&#8217;avversario, e andate a piangere con un cuscino sulla faccia ascoltando F. De Gregori. E postando il sapore delle vostre lacrime su twitter.</p>
<p><em>Dateci qualche cosa da distruggere,<br />
una corolla, un angolo di silenzio,<br />
un compagno di fede, un magistrato,<br />
una cabina telefonica,<br />
un giornalista, un rinnegato,<br />
un tifoso dell’altra squadra,<br />
un lampione, un tombino, una panchina.<br />
Dateci qualche cosa da sfregiare,<br />
un intonaco, la Gioconda,<br />
un parafango, una pietra tombale.<br />
Dateci qualche cosa da stuprare,<br />
una ragazza timida,<br />
un’aiuola, noi stessi.<br />
Non disprezzateci: siamo araldi e profeti.<br />
Dateci qualche cosa che bruci, offenda, tagli, sfondi, sporchi<br />
che ci faccia sentire che esistiamo.<br />
Dateci un manganello o una Nagant,<br />
dateci una siringa o una Suzuki.<br />
Commiserateci.</em></p>
<p><em>Primo Levi</em></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Lo ius soli in uno scenario, due scenette e tre riflessioni</title>
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		<pubDate>Wed, 08 May 2013 07:56:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vladimir Stepanovič Bakunin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Abusi Testuali]]></category>
		<category><![CDATA[anarchismo]]></category>
		<category><![CDATA[cittadinanza]]></category>
		<category><![CDATA[ius culturale]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Scenario (plausibile, signori miei): alle prossime elezioni la coalizione Pdl-FdI-Lega ottiene il 51% dei seggi in Parlamento, il M5S il 25%, gli altri (?) il resto. La maggioranza dei due terzi vota la riforma costituzionale dell&#8217;art. 3 (cui viene aggiunto un comma iniziale: &#8220;La Repubblica riconosce precisi valori culturali come fondanti per l&#8217;identità dei cittadini&#8221;) e dell&#8217;art. 22 (&#8220;Nessuno può essere privato, per motivi politici, della capacità giuridica, della cittadinanza, del nome&#8221;), che diventa: &#8220;La cittadinanza italiana di ognuno è oggetto di esame periodico da parte di apposite commissioni nominate localmente. Nessuno può essere privato della capacità giuridica o del nome&#8221;. Poiché la riforma è votata da più dei due terzi del Parlamento, non occorre referendum confermativo.</p>
<p>Apposite leggi, votate a maggioranza semplice, stabiliscono quali siano i valori culturali citati dall&#8217;art. 3: si tratta, in sostanza, della somma delle culture locali italiane e di quelle comuni che si apprendono a scuola (lingua, storia, ecc.) e dalla comunità in cui si vive (tradizioni, usanze, cucina, ecc.). Si stabiliscono anche i criteri di formazione delle apposite commissioni di cui all&#8217;art. 22 e le eventuali esenzioni (chi ricopre cariche pubbliche è automaticamente cittadino italiano, così i leghisti si salvano).</p>
<p>Prima scenetta: Dimitri è un professore russo di etnologia. Non si è mai mosso dalla Russia, ma ha studiato in maniera approfondita l&#8217;Italia. Ne conosce lingua, storia ecc. ecc. e si è specializzato in particolare su tradizioni, usanze, cucina, ecc. di Quarto Oggiaro. Ciò è stato possibile attraverso letture e resoconti di suoi allievi inviati sul campo. Lui, ripeto, non è mai stato né in Italia né a Quarto Oggiaro. All&#8217;entrata in vigore della legge, Dimitri si mette in viaggio per recarsi in Italia per la prima volta in vita sua. Si presenta di fronte alla commissione, supera l&#8217;esame, ritira il certificato di cittadinanza italiana, saluta e se ne va. Non tornerà mai più in Italia, né a Quarto Oggiaro. Il certificato, ben incorniciato, fa bella mostra di sé alla parete del suo studio, a dimostrazione di quanto approfondita sia la conoscenza che Dimitri ha dell&#8217;Italia e di Quarto Oggiaro.</p>
<p>Seconda scenetta: Franco è figlio di emigranti nisseni, trasferitisi a Quarto Oggiaro. Come molti immigrati di seconda generazione ha grosse difficoltà di socializzazione, ha problemi di identità, non va bene a scuola. Al compimento del suo diciottesimo anno d&#8217;età si presenta di fronte alla commissione. Fa scena muta. Ora Franco è privato della cittadinanza e potrà riprovare a riottenerla tra due anni. Nel frattempo non può studiare, perché ha bisogno di lavorare, e un apolide come lui può trovare lavoro solo in nero e con turni massacranti, se vuole portare a casa abbastanza per sopravvivere. All&#8217;età della pensione, Franco è ancora un apolide. Nessuno dei suoi figli ha ottenuto la cittadinanza.</p>
<p>Prima riflessione: la cittadinanza non è né un certificato di benemerenza, né un diploma di maturità. La cittadinanza deve attestare che si fa parte di un determinato tessuto sociale. Che se ne faccia parte in positivo o in negativo, che se ne faccia parte come sfruttatore o sfruttato non è affare che riguarda la cittadinanza. La cittadinanza dice: &#8220;tu sei un ingranaggio di questa macchina&#8221;. Per questo la Costituzione è stata congegnata in modo che non si possa privare nessuno della cittadinanza, e che i cittadini siano uguali gli uni agli altri senza distinzioni di origine o di cultura.</p>
<p>Seconda riflessione: negare questo attestato a una parte (a volte considerevole) dei membri effettivi del tessuto sociale di una comunità non è solo genericamente ingiusto, provoca anche concreto immiserimento. Mettere una persona sotto il ricatto della mancanza della cittadinanza la getta nel tritacarne della burocrazia e la espone allo sfruttamento dell&#8217;imprenditoria locale senza scrupoli e della criminalità organizzata (quando le due cose sono separate). Inoltre, l&#8217;irregolare, o il temporaneamente regolare diventano strumenti di ricatto nei confronti dei regolari: &#8220;Non vuoi lavorare dodici ore aprendo una finta partita IVA? Ma sai quanti negri in nero mi trovo per metà di quello che ti do?&#8221;. Prima di chiederci chi pagherà lo ius soli, chiediamoci chi ne paga l&#8217;assenza. E già che state a farvi domande: chiedetevi chi pagherà la vostra pensione, considerato che a) se non siamo un Paese con crescita zero è per merito degli immigrati; b) a lungo andare smetteranno di fare figli anche loro, non appena si accorgeranno, come ce ne siamo accorti noi, che non potranno mantenerli.</p>
<p>Terza riflessione: mi è stato detto che sono scorretto, perché avrei dovuto premettere prima di tutto questo discorso che sono un anarchista. Il mio progetto a lungo termine è il superamento dei poteri statali, dei confini nazionali e, dunque, degli attestati di cittadinanza. Pare sia ipocrita avere questo progetto e contemporaneamente avere proposte e idee concrete sulla società attuale e sul suo funzionamento. Non vedo perché. Le mie idee avrebbero identico valore, presumo, anche se mi fermassi al mio progetto a medio termine (Stati del mondo in pace tra loro &#8211; all&#8217;interno di ogni Stato è garantita uguale dignità a ognuno) o a breve termine (solo una confederazione di Stati in pace tra loro, ma non con l&#8217;esterno &#8211; all&#8217;interno di ogni Stato della confederazione è garantita uguale dignità a ognuno).</p>
<p>Esatto: il mio progetto a breve termine è su scala pluridecennale.</p>
<p>Ringraziamenti (bonus track): grazie a tutti i partecipanti a un&#8217;istruttiva discussione su facebook.</p>
<div class="wp-caption aligncenter" style="width: 471px"><img src="http://www.agrinotizie.com/cms/immagini/image_1502.JPG" alt="" width="461" height="303" /><p class="wp-caption-text">Torna a casa tua, vogliamo solo Italiani, qui! E vale anche per questi maledetti frutti allogeni!</p></div>
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		<title>La solitudine dei numeri primi</title>
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		<pubDate>Sat, 30 Mar 2013 11:21:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Ste</dc:creator>
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		<category><![CDATA[Porcherie Grafiche]]></category>

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		<description><![CDATA[]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.scaricabile.it/wp-content/uploads/2013/03/bersani1.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-9186" title="bersani1" src="http://www.scaricabile.it/wp-content/uploads/2013/03/bersani1.jpg" alt="" width="400" height="432" /></a></p>
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		<title>Quando Hendrix incendiò il mondo con la distorsione, il rock non tornò più indietro</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Mar 2013 02:41:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Volpe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Abusi Testuali]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://ais.badische-zeitung.de/piece/01/ae/81/6b/28213611.jpg"><img alt="" src="http://ais.badische-zeitung.de/piece/01/ae/81/6b/28213611.jpg" class="alignnone" width="778" height="1024" /></a></p>
<p>Durante la campagna elettorale del 2008 che vide contrapposto il connubio PD-IDV guidato da Walter Veltroni all&#8217;alleanza PDL-Lega di Silvio Berlusconi, quest&#8217;ultimo si rese protagonista, agli occhi dei media e dell&#8217;elettorato di sinistra, di un orrendo crimine, un gesto di inaudita violenza e mancanza di rispetto nei confronti dei propri avversari, che forse molti di voi ricorderanno: durante un comizio, infatti, strappò il programma del PD, derubricandolo a carta straccia.</p>
<p>Molti furono i commentatori che si cimentarono con <a href="https://www.youtube.com/watch?v=lMte_ffdXCM">la critica di questo episodio increscioso</a>, ripreso poi da tutti i politici del centrosinistra durante la campagna elettorale: Gravagnuolo (l&#8217;Unità, 12/03/08) dice che &#8220;[L]o strappo del programma del Pd non è stato altro che l&#8217;ultimo barbaro episodio di una lunga catena&#8221;; la Stampa titola: &#8220;Berlusconi strappa il programma del PD&#8221;. Alti lai si levano nell&#8217;aere da parte dei cantori della democrazia; il candidato Veltroni è indignato: &#8220;Noi non stracciamo i programmi altrui, ma li leggiamo e li rispettiamo. Strappare i programmi altrui fa tristezza.&#8221; <a href="http://www.repubblica.it/2008/03/sezioni/politica/verso-elezioni-9/strappo-palalido/strappo-palalido.html?ref=search">Scalfari affonda la penna</a>: <strong>&#8220;Silvio Berlusconi ha compiuto un gesto inaudito all&#8217;inizio del suo comizio elettorale: ha stracciato il documento che conteneva il programma del Partito democratico gettandone i pezzi in aria e definendolo carta straccia.</strong> Non era mai accaduto un fatto simile in nessuna campagna elettorale. Quel gesto, quelle parole, quei pezzi di carta svolazzanti in aria fanno piazza pulita di ogni ipotesi di fair play, di rispetto dell&#8217;avversario, di consapevolezza dei problemi del Paese e della loro gravità.&#8221;</p>
<p>Ma essere cantori della democrazia non sempre significa essere cantori della verità.</p>
<p><strong>Infatti Berlusconi non strappò mai il programma del PD.</strong></p>
<p>Chiunque avrebbe potuto vederlo, dando un&#8217;occhiata ai video che accompagnavano la notizia. Bastava volerlo.</p>
<p><a href="https://www.youtube.com/watch?v=7pfnBHdiv-o">https://www.youtube.com/watch?v=7pfnBHdiv-o</a></p>
<p>Oggi ancora mi capita di parlare con persone che ricordano quell&#8217;atto empio e ne parlano come se fosse mai esistito. Forse anche tu, lettore, non avevi mai sentito e visto Berlusconi non-compiere quell&#8217;azione, e sei stupito di fronte a queste immagini.</p>
<p><strong>La distorsione dei giornalisti e dei politici delle frasi degli avversari è un costume talmente diffuso che non è più possibile capire dove finisca la sciatteria e dove inizi la malafede.</strong> Editorialisti cazzuti leggono un titolo di giornale, che spesso contraddice il contenuto dell&#8217;articolo stesso, e ne traggono spunto per valutazioni politiche che non hanno alcun nesso con la realtà (vero, Repubblica?). Quanto più vorremmo credere alla notizia, quanto meno andiamo a controllarne le fonti e la verità, magari basandoci sulla autorevolezza di un giornalista o commentatore che, man mano che si fa guru e dispensatore di parole dorate, diventa sempre meno rigoroso nella sua azione. Sempre che questo o quello non decidano, chi per soldi e chi per fede, comunque sempre a torto, di anteporre la propria battaglia politica alla verità.</p>
<p>Tra la mala informazione che trancia a fette pezzi di discorsi e affermazioni senza contestualizzarle, si è distinta nella recente campagna elettorale quella contro il Movimento 5 Stelle, che obiettivamente non godeva certo dei favori dei salotti buoni dell&#8217;editoria italiana, che questi fossero Repubblica, il Corriere o la Stampa. Un altro che non è stato trattato coi guanti fu Antonio di Pietro, che al di là delle sue intemperanze veniva contestato un giorno sì e l&#8217;altro pure da Repubblica, ansiosa di convincere Bersani a scaricarlo per sostituirlo col duo Monti-Casini. Un suo intervento scritto in cui criticava l&#8217;uso dei decreti leggi, ebbe la sventura di chiudersi con una frase in cui sosteneva che con l&#8217;abuso dei decreti, Napolitano e Monti avevano esagerato peggio di Berlusconi. Per tutti i giornali questo fu sintetizzato con: &#8220;Monti-Napolitano peggio di Berlusconi&#8221;, e giù soloni e sostenitori del Governo Tecnico a dargli del matto scocciato, di uno che ormai nella sua furia riabilitava persino Silvio (col quale intanto gli ottimi Bersani e Monti sedevano al governo, sia lecito ricordare).</p>
<p>Il problema fondamentale è che <strong>quando si inizia con la distorsione, non si può più tornare indietro</strong>. L&#8217;unico modo per difendersi è controllare scrupolosamente ogni notizia che ci capita fra le mani, soprattutto quando ci suona bene, soprattutto quando qualcuno critica, indirettamente, una persona per quello che ha detto, soprattutto quando i titoli dei giornali virgolettano cose clamorose. Non voglio dire che necessariamente tutto sia fatto in malafede, ma commentatori che riportano frasi inventate fanno spesso danni immensi. E c&#8217;è sicuramente, più o meno difficile da individuare in mezzo al caos, all&#8217;ignoranza e all&#8217;incompetenza, chi volutamente opera di bisturi e confeziona virgolettati chirurgici e frasi volte a dimostrare la propria ragione e l&#8217;altrui torto. E io vorrei, Dio quanto vorrei, che tutti noi fossimo in grado di smascherare queste bugie, visto che nessuno nel Sistema lo fa.</p>
<p>Anche perché, purtroppo, siamo guidati da una doppia tentazione: se qualcuno ci fa notare le imprecisioni e gli errori, siamo sempre pronti a contestare e criticare quelli degli altri, che siano Berlusconi, il PD o i grillini &#8211; Repubblica, Libero o Marco Travaglio, solo in base alla simpatia o collocazione politica. Questo significa che, per esempio, dopo aver visto Berlusconi che NON strappa il programma del PD, mi direte &#8220;ma comunque ha fatto un gesto molto forte, molto maleducato, lo stesso&#8221;. E&#8217; possibile, ma converrete con me che c&#8217;è una bella differenza anche come impatto mediatico fra le due cose: innanzitutto la notizia di accusare il programma del PD di essere carta straccia non avrebbe scatenato dozzine di articoli e di commenti indignati come la notizia di strapparlo. Secondariamente, se volete troverete altre giustificazioni per quel giornalista o politico che volete difendere, esattamente come quelli che contestate &#8211; perché come diceva Manny in &#8220;Platoon&#8221;, le scuse sono come il buco del culo, tutti ne hanno una, e una delle più tipiche è &#8220;sì ma il senso era quello, la sostanza non cambia&#8221;. Massì, è solo la differenza che passa dai fatti alle fantasie.</p>
<p>Un esempio abbastanza recente di tutto questo si può trovare fra <strong>uno degli elementi di scontro fra Piero Grasso e Marco Travaglio</strong>. Quest&#8217;ultimo, infatti, continua a citare l&#8217;ormai famosa affermazione di Grasso che il governo Berlusconi merita <strong>la medaglia dell&#8217;antimafia</strong>. Testualmente, lo scorso giovedì il vicedirettore del Fatto ha detto che Grasso “ha proposto Berlusconi per la medaglia antimafia”, concetto già ribadito più volte e che da tempo circola nella testa dei cittadini più informati. Anche in questo caso, però, il discorso è un po&#8217; differente, basta sentire l&#8217;audio originale:</p>
<p><a href="http://www.corriere.it/cronache/12_maggio_12/grasso-berlusconi_ba0492ce-9c6f-11e1-a2f4-f4353ea0ae1a.shtml">http://www.corriere.it/cronache/12_maggio_12/grasso-berlusconi_ba0492ce-9c6f-11e1-a2f4-f4353ea0ae1a.shtml</a></p>
<p><strong>Non ha importanza che Travaglio sia in malafede o semplicemente non abbia mai ascoltato l&#8217;audio: comunque sia, sbaglia.</strong> Poi questo non c&#8217;entra niente con le qualità o i difetti di Grasso (ed è solo uno dei punti toccato da Travaglio nella sua polemica), così come il fatto che Berlusconi non abbia stracciato il programma del PD non lo rende un gioviale amico dei comunisti. Il problema è che <strong>il metodo distorsivo ormai trabocca da ogni parte, e investe anche i giornalisti più rinomati come cantori del vero e della difesa dei fatti</strong>  &#8211; giornalisti che di giorno si lamentano per le critiche ingenerose o inventate ai grillini, e di notte trasmettono analoghe falsità nei talk show televisivi. </p>
<p>Forse per voi (e sicuramente per loro) tutto questo non è un problema. Altri pensano che sia uno dei sintomi più drammatici del declino sempre più accelerato del nostro paese.</p>
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		<title>Vegan History X</title>
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		<pubDate>Wed, 20 Mar 2013 09:51:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>J.Grass</dc:creator>
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		<description><![CDATA[&#160; Questa giornata è cominciata davvero di merda, imbattendomi in una video intervista a Paola Maugeri giunta ai suoi 30 anni di alimentazione vegana. Le prime due visioni sono state...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.scaricabile.it/wp-content/uploads/2013/03/vitello.jpg"><img class="alignnone size-full wp-image-9153" title="vitello" src="http://www.scaricabile.it/wp-content/uploads/2013/03/vitello.jpg" alt="" width="400" height="400" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p style="text-align: justify;">Questa giornata è cominciata davvero di merda, imbattendomi in una <a href="http://video.corriere.it/paola-maugeri-ho-detto-no-chris-martin/9146f484-8a68-11e2-8bbd-a922148077c6">video intervista a Paola Maugeri</a> giunta ai suoi 30 anni di alimentazione vegana. Le prime due visioni sono state necessarie per assicurarmi che non stesse imitando <a href="http://www.youtube.com/watch?v=MlYrbi1PJxY">Mariano Giust</a>i, così che al terzo tentativo potessi pienamente abbeverarmi alla saggezza che sgorgava da quei 3 minuti scarsi. E apprendere finalmente come attivare i miei chakra ingerendo del riso integrale, e che suo figlio, allattato fino ai 4 anni pur di non fargli assumere latte di altre specie, rischia di affacciarsi alla pubertà con ben saldi i ricordi della suzione dalle tette di sua madre, e di passare l&#8217;infanzia a rimpiangere l&#8217;inesistenza del neuralyzer di Men in Black ben più di quella di Babbo Natale.<br />
Ma il culmine è arrivato quando Paola mi ha reso partecipe del suo rimpianto per non aver cenato vegan con Chris Martin, alludendo velatamente a quel genere di carne che avrebbe poi consumato volentieri, e regalandomi il pensiero di lei che sfonda all&#8217;infinito, avanti e a ritroso, il parabrezza della BMW nel videoclip di The Scientist.</p>
<p style="text-align: justify;">Questo non poteva che riportarmi alla mente le infinite discussioni che avevo con una ex, dedita al fruttarismo più ortodosso.<br />
I fruttariani, nella loro versione fondamentalista, sono persone che si nutrono esclusivamente di frutta che sia già caduta dagli alberi, così che per il proprio sostentamento non vadano a pregiudicare la nascita di future piante. Potrebbe sembrare una follia ma ha una sua logica, o almeno così mi ripetei per mesi.<br />
Secondo alcuni sarebbe un&#8217;alimentazione pericolosa per la salute, e pare tempo addietro avesse fatto finire in pessime condizioni il pancreas di Ashton Kutcher; questo per dire che non parlo per partito preso. Non parlerei mai male di qualcosa che quasi ammazza Ashton Kutcher, se non per il &#8220;quasi&#8221;.<br />
Provai anche a immaginarmi un mondo dove l&#8217;Umanità fosse fruttariana da sempre.<br />
Se le scimmie non avessero cercato di ingegnarsi per far cascare frutta dall&#8217;albero si sarebbero evolute più lentamente. Punto contro.<br />
Vogliamo tralasciare l&#8217;evoluzionismo? Se Eva fosse stata fruttariana, il serpente non l&#8217;avrebbe mai spuntata e ora saremmo ancora tutti nel giardino dell&#8217;Eden. Ancora punto contro.<br />
Ma erano argomenti che mi guardavo bene dallo sfoderare, pur di abbreviare discussioni che mi lasciavano ottenebrato come i chakra di uno zombie, che in fin dei conti a differenza di chi mangia carne di altre specie, compie la &#8220;scelta naturale&#8221; di cibarsi di cervelli esclusivamente umani.</p>
<p style="text-align: justify;">D&#8217;altra parte ognuno ha le proprie convinzioni, e alcune battaglie si possono combattere anche con lo stomaco. Ci sono quelli che acquistano solo cereali prodotti tramite coltivazioni non invasive, venduti attraverso il commercio equo e solidale. Se ne vanno in giro con i loro sacchetti di juta su cui è stampata la solita citazione di Galeano sull&#8217;utopia. Taluni con la loro fede in un karma che gli garantirà una reincarnazione da far invidia all&#8217;anima che ha come involucro Natalie Portman, e quell&#8217;aria pacifica da chi è certo di stare dando il proprio contributo per salvare il mondo, racchiusa in quell&#8217;istante di un giorno d&#8217;inverno, mentre passeggia in sandali verso casa di un amico da cui rifiuterà un caffè proveniente da una piantagione non certificata, per poi prendere ad ammorbarlo con discorsi sulla razionalità nei consumi, il risparmio energetico e i prodotti a km0.<br />
Proprio lui, che ha acquistato della soia che ha fatto 10000 km solo per poter arrivare qui in Italia a fare 10 metri nel suo intestino.<br />
Ecco, se proprio questi dovranno reincarnarsi, spero che anche la reincarnazione sia a km0: nei vermi che si nutriranno dei loro cadaveri.</p>
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		<title>L&#8217;angolo del sudoku</title>
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		<pubDate>Mon, 18 Mar 2013 10:18:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Chris Rokka</dc:creator>
				<category><![CDATA[Abusi Testuali]]></category>
		<category><![CDATA[L'angolo del sudoku]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>

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		<description><![CDATA[&#160; &#160; Recensione di: Daniele Luttazzi, Lolito, il Fatto Quotidiano, 2013 Non abbiamo mai letto né mai leggeremo libri come Lolito. Ne abbiamo però sentito parlare sul treno da alcuni...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.scaricabile.it/wp-content/uploads/2013/03/rimandi-metatestuali.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-9145" title="rimandi metatestuali" src="http://www.scaricabile.it/wp-content/uploads/2013/03/rimandi-metatestuali.jpg" alt="" width="441" height="308" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><strong><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;">Recensione di: Daniele Luttazzi, </span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;"><em>Lolito</em></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;">, il Fatto Quotidiano, 2013</span></span></strong></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;">Non abbiamo mai letto né mai leggeremo libri come </span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;"><em>Lolito</em></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;">. Ne abbiamo però sentito parlare sul treno da alcuni viaggiatori in preda a una gara di rutti. Sembra quindi che Luttazzi abbia sempre dichiarato che fin da bambino sognava di scrivere dei libri e che finalmente, questa volta, arrivi ai lettori con un romanzo suo.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;">Minato da un’infanzia infelice (durante lo scoppio di una gomma, l’auto su cui erano i suoi genitori viaggiò verso un </span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;"><em>weekend</em></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;"> di vacanza a Riccione; il padre e la madre sopravvissero e il piccolo Daniele non si riprese mai) e poi da un’adolescenza infestata dalla malattia (labbra screpolate), Luttazzi (1961-1417) iniziò una serie di viaggi e di soggiorni attraverso tutto il mondo; a Monaco, a Londra, a New York, dove attese invano di essere raggiunto dal suo amico immaginario, a Fregene, dove è stato concepito e terminato </span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;"><em>Lolito.</em></span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;">Dopo alcune prove ricevute freddamente dalla critica a causa di una vena comico-satirica esondante e lutulenta,</span></span><sup><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;"><a name="sdfootnote1anc" href="#sdfootnote1sym"></a><sup>1</sup></span></span></sup><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;"> quest’uscita rappresenta quella che senza remore Lacan non esiterebbe a negare di non aver definito “una stentorea insalata di tedio soporifero” (p. 14 de </span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;"><em>La caduta del muro di Berlino</em></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;">, Berlino, 1977). Il romanzo è costruito su uno stratagemma letterario di qumraniana memoria: un manoscritto ritrovato e reso pubblico dopo la morte del protagonista da un anonimo </span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;"><em>editor</em></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;">, capace di spaventare con questa mossa una Chiesa già sottosopra per i recenti eventi che hanno scosso il Vaticano.</span></span><sup><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;"><a name="sdfootnote2anc" href="#sdfootnote2sym"></a><sup>2</sup></span></span></sup><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;"> Di qui si dipana l’esile trama (525 pagine) delle oscene vicende di un anziano imprenditore che è costretto a difendersi redigendo un memoriale dall’accusa di aver copiato una battuta (“Vai, Schicchi, insegna agli angeli a… uhmmm&#8221;), nelle imminenze del processo da celebrarsi su facebook.</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;">Una ragione per cui gli esegeti di Luttazzi sembrano personaggi di Luttazzi è che si ostinano a domandarsi se sia scrittore comico o scrittore </span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;"><em>tout court</em></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;">. Nessuno si è mai chiesto se Moccia fosse sindaco pidiellino o scrittore </span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;"><em>tout court</em></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;">, e il paragone non vi sembri azzardato se persino il grande Daccò contrabbandava Formigoni come “un amico di lunga data” a cui offriva case e vacanze. Pare che solo le donne cedano a volte alla corte di un uomo perché sa tenerle allegre,</span></span><sup><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;"><a name="sdfootnote3anc" href="#sdfootnote3sym"></a><sup>3</sup></span></span></sup><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;"> ma gli uomini di cultura non riescono a perdonare il </span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;"><em>sense of humor</em></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;"> (senso dell’umorismo). Occorre tuttavia tener conto che il comico appartiene alla categoria del gioco, e il gioco è una </span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;"><em>Erinnerungsfragepartikel </em></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;">(particella di domanda di ricordo) che non può rifuggire dalla </span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;"><em>Formgeschichte</em></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;"> (cazzo ne so).</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;">E per quanto Luttazzi voglia dissotterrare dalle cavità nasali della sonnolenza in cui è immersa la società borghese le pepite di una non-autenticità supposta,</span></span><sup><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;"><a name="sdfootnote4anc" href="#sdfootnote4sym"></a><sup>4</sup></span></span></sup><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;"> il “gioco” non gli riesce. La narrazione è una fossa biologica di citazioni, inserti teatrali e riscritture letterarie censite in una fasulla appendice critica finale. Ebbene sì, </span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;"><em>Lolito</em></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;"> è pieno di difetti, e Luttazzi è biasimevole quando si lascia andare alla tentazione della bella scrittura, perché allora crepuscolareggia (cioè, è fin troppo crepuscolare) o rondeggia (ma almeno non è scuro), ricicla ripetutamente lo stesso materiale (p.57: “IO:</span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;"><em> Quella dannata lavanderia ha sbagliato di nuovo il lavaggio! Questo c**** di camicia è diventata così stretta che faccio fatica a respirare. </em></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;">LEI:</span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;"><em> La tua camicia non ha niente. Hai infilato la testa nell’asola.</em></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;">”), ha subitanei innamoramenti della sua stessa prosa, svicola in </span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;"><em>puns</em></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;"> enigmistici e giochi di parole, e talora si incaponisce nel </span></span><em><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;">détournement </span></span></em><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;">al lettore (vi aspettavate un libro che faceva ridere, eh? Coglioni).</span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;">Ma la variazione sul tema (“Un uomo entra in un caffè e ordina: </span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;"><em>Un panino con merda e cipolla</em></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;">! Il cameriere fa il giro dei bagni e trova uno stronzo bello fresco, lo prende con due forchette, lo mette nel panino con la cipolla e lo porta al tizio, che se lo mangia senza problemi, paga ed esce. Il giorno dopo il tizio torna</span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;"><em>: Un panino con merda e cipolla!</em></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;"> Il cameriere rifà il giro dei cessi ma deve aspettare che qualcuno deponga. Fa il panino, il tizio se lo mangia, paga e poi esce. Il giorno dopo il tizio torna. </span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;"><em>Un panino con merda</em></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;">! Curioso, il cameriere gli chiede: </span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;"><em>Niente cipolla, oggi?</em></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;"> E il tizio: </span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;"><em>No, mi fa puzzare l’alito</em></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;">.”) che si declina in venature via via umoristiche (“Alessia Marcuzzi entra in un caffè. Arriva il cameriere le fa:</span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;"><em> Perché quel muso lungo?</em></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;">”), parodiche (“Un uomo entra in un caffè. </span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;"><em>Sdéng</em></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;"> perché prende il bordo”), satiriche (“Bersani entra in un caffè. Arriva il cameriere e gli fa: </span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;"><em>Perché quel muso lungo?</em></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;">”) e surreali (“Un caffè entra in un </span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;"><em>old</em></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;"><em>switcheroo</em></span></span><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;">”) non può sopperire alla mancanza di idee e di unc orrettore di bozze. L’ampollosità ne può essere soltanto una gruccia. Quella di Luttazzi – ci pare di poter dire – non è letteratura, ma un’autobiografia, e delle più volgari. </span></span></p>
<p align="JUSTIFY"><span style="color: #000000;"><span style="font-family: Times New Roman,serif;"><span style="font-size: small;">È cosa ben triste, insomma, per quanti passano per le nostre grandi città o viaggiano per il nostro Paese, vedere le vetrine delle librerie, sia in città, sia fuori, e gli scaffali dei centri commerciali, affollati di libri che domandano di essere comprati e di sedicenti scrittori, seduti ai loro tavoli promozionali, sui quali spuntano tre, quattro, sei copie autografate, che importunano i passanti. Questi autori, come quello recensito qui, invece di avere la possibilità di lavorare e di guadagnarsi onestamente da vivere, sono costretti a passare tutto il loro tempo andando in giro per fiere e presentazioni, con i loro infelici tomi, i quali, una volta fuori catalogo, diventano zeppe per tavoli, o carta da macero, da cui si riciclano assorbenti da spedire in Uganda, o polpette dell’Ikea.<br />
Caro Luttazzi, nel tuo romanzo non c&#8217;è altro che nichilismo infame della peggior specie. Lo stesso che forma poi i ragazzi che buttano i propri idoli dal cavalcavia.<br />
</span></span></span></p>
<div id="sdfootnote1">
<p align="JUSTIFY"><a name="sdfootnote1sym" href="#sdfootnote1anc"></a>1<span style="font-family: Times New Roman,serif;"> Si scoppiava a ridere ogni quindici secondi, con l’immaginabile imbarazzo che ne scaturiva leggendo i libri sul cesso dell’autogrill. (Talvolta io stesso mi sono ritrovato costretto a coprire le risa con delle scoregge.)</span></p>
</div>
<div id="sdfootnote2">
<p align="JUSTIFY"><a name="sdfootnote2sym" href="#sdfootnote2anc"></a>2<span style="font-family: Times New Roman,serif;"> Tipo: Come cazzo è che Fassino e Red Ronnie hanno generato memi e Ratzinger no? </span></p>
</div>
<div id="sdfootnote3">
<p align="JUSTIFY"><a name="sdfootnote3sym" href="#sdfootnote3anc"></a>3<span style="font-family: Times New Roman,serif;"> Questi imprenditori massoni con procedimenti giudiziari a carico devono essere simpaticissimi.</span></p>
</div>
<div id="sdfootnote4">
<p align="JUSTIFY"><a name="sdfootnote4sym" href="#sdfootnote4anc"></a>4<span style="font-family: Times New Roman,serif;"><em>Ahrahrahr!</em></span></p>
</div>
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		<title>8 marzo</title>
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		<pubDate>Fri, 08 Mar 2013 13:14:39 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Volpe</dc:creator>
				<category><![CDATA[Abusi Testuali]]></category>
		<category><![CDATA[Brevi]]></category>

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		<description><![CDATA[Che poi io avrei anche fatto a meno di scriverlo, però sto diventando allergico alle imprecisioni e alle cazzate che leggo sull&#8217;internets. E a un certo punto finiscono anche le...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.scaricabile.it/wp-content/uploads/2013/03/poliziacaricadonne.jpg"><img src="http://www.scaricabile.it/wp-content/uploads/2013/03/poliziacaricadonne-300x259.jpg" alt="" width="300" height="259" class="alignleft size-medium wp-image-9136" /></a></p>
<p>Che poi io avrei anche fatto a meno di scriverlo, però sto diventando allergico alle imprecisioni e alle cazzate che leggo sull&#8217;internets. E a un certo punto finiscono anche le scuse eh. Capisco venti anni fa che dovevi cercare le notizie storiche sull&#8217;enciclopedia, ammesso che tu ne avessi una in casa, che fatica. La nostra era del 1979, i miei non ne hanno mai comprata un&#8217;altra.</p>
<p>Nel 1908 Corinne Brown, socialista statunitense e attivista dei diritti delle donne, mandò sonoramente a fare in culo l&#8217;Internazionale Socialista che aveva stabilito che le donne socialiste non dovessero allearsi con le donne borghesi nella ricerca del suffragio universale. Credo che solo per questo dovremmo ricordarci di lei, in momenti come questo.</p>
<p>Sotto la spinta dell&#8217;attivismo di Corinne Brown, fu il Partito Socialista statunitense che decise di istituire, il 23 febbraio 1909, una grande manifestazione in favore del diritto di voto femminile, chiamata &#8220;giornata della donna&#8221;.</p>
<p>Mi domando cosa direbbe Corinne Brown delle sue discendenti che oggi vanno a sbronzarsi come muli e vedere spogliarelli maschili per festeggiare questo diritto. </p>
<p>Ora, non ho niente contro donne che si sbronzano e spogliarelli maschili. Nonostante io non beva, non ho mai frequentato una ragazza che non conoscesse l&#8217;arte di sbronzarsi fino a stare considerevolmente peggio di come io abbia mai pensato che un ubriaco potesse mai stare. E&#8217; solo che non capisco perché farlo solo l&#8217;8 marzo, e non negli altri 364 giorni dell&#8217;anno.</p>
<p>Al contrario di San Valentino, che è una festa di una stronzaggine infinita e che come il Natale ha lo svantaggio di costringerti a cercare di rapportarti in modo carino con una persona della quale o sei ancora innamorato e quindi non hai bisogno di alcun pretesto per festeggiare, o della quale non ti frega più un cazzo e quindi sei solo uno schifoso ipocrita e quindi la festa ti fa solo sentire male, la condizione attuale della donna nel mondo meriterebbe una riflessione. Poi puoi anche andarti a sbronzare, ma potresti anche fare prima questa riflessione: il fatto che ci si aspetti proprio questo da te, non significa che normalmente non ti viene concesso di essere te stessa, sbronze, spogliarelli maschili e film porno compresi? Non lo so, provo a buttarla lì, ecco. Non vorrei mai che mi si dicesse che voglio impedirvi di festeggiare.</p>
<p>Mille e seicento anni fa, l&#8217;8 marzo del 415, la filosofa neoplatonica Ipazia fu uccisa da una mandria imbufalita di cristiani integralisti, ad Alessandria. Ecco, questo oggi lo vorrei ricordare, così, una vittima dimenticata dalla storia da aggiungere al calendario.</p>
<p>Dopo due anni di Giornate della Donna in USA, si iniziò nel 1911 a farne anche in Europa. Negli anni successivi furono organizzate in diversi paesi e in diverse date, finché solo nel 1921 si scelse l&#8217;8 marzo. Non perché, come da leggenda metropolitana, si volesse celebrare il rogo di una fabbrica con le operaie dentro, ma perché l&#8217;inizio della Rivoluzione Russa si fa coincidere con la data della manifestazione delle donne contro il coinvolgimento russo nella Prima Guerra Mondiale, proprio l&#8217;8 marzo del 1917.</p>
<p>E tutto questo uno potrebbe saperlo solo consultando Wikipedia. Ma d&#8217;altra parte, chi mai cerca una fonte o una conferma da qualche parte a tutto quello che gli viene spammato in bacheca?</p>
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		<title>Il fascismo è merda</title>
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		<pubDate>Thu, 07 Mar 2013 11:47:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Vladimir Stepanovič Bakunin</dc:creator>
				<category><![CDATA[Abusi Testuali]]></category>
		<category><![CDATA[coprofagia]]></category>
		<category><![CDATA[fascismo]]></category>
		<category><![CDATA[merda]]></category>

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		<description><![CDATA[Da ormai troppo tempo oscuri figuri più o meno in vista nel salotto grondante sangue e viscere della politica italiana si lanciano in interessanti tetratricotomie riguardo a ciò che del...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Da ormai troppo tempo oscuri figuri più o meno in vista nel salotto grondante sangue e viscere della politica italiana si lanciano in interessanti tetratricotomie riguardo a ciò che del fascismo può essere salvato, e di quando e di perché abbia degenerato dopo una certa data ecc.</p>
<p>Prima di perdere definitivamente la bussola, vorrei fornire qualche coordinata ai naviganti. Si tratta, in realtà, di una semplice istruzione: i fenomeni storici si prendono e si valutano in blocco, esattamente come quando dovete acquistare qualcosa.</p>
<p>Prendiamo un esempio semplice, caro a noi autori satirici dai gusti raffinati: prendiamo che un venditore porta a porta bussi all&#8217;uscio della vostra abitazione e vi proponga l&#8217;acquisto di una fornitura di merda a scopo alimentare. &#8220;Ohibò&#8221;, direte voi, &#8220;ma la merda non si mangia mica!&#8221;. &#8220;Si sbaglia, caro lei&#8221;, risponderà il merdaiolo, &#8220;la merda è notoriamente ricca di sostanze nutritive, è ben digeribile, essendo già stata digerita una volta, e se ben condita e ben confezionata può stupire per la sua versatilità. La merda infatti può essere fatta a zuppa, in brodo, con la pasta, con contorno di fagioli per divertire gli amici, può essere assemblata sotto forma di salsiccia, può essere fatta a sformato. Consideri inoltre il seguente vantaggio: con l&#8217;acquisto di un quantitativo iniziale modico di merda a scopo alimentare di origine certificata &#8211; che noi le forniamo &#8211; lei risolverà immediatamente il problema dell&#8217;alimentazione per lei e per la sua famiglia. Infatti, dopo aver mangiato è legge di natura che, o prima o dopo, ciò che si ingerisce venga defecato sotto forma di merda. E avendo la garanzia, fornita da noi, che il quantitativo inizialmente ingerito era sterile all&#8217;origine, tale proprietà passerà automaticamente anche alla merda in uscita &#8211; a meno naturalmente di malattie sue personali delle quali l&#8217;azienda che io rappresento non può rispondere in alcun caso&#8221;.</p>
<p>Se a questo punto voi foste perplessi e vi metteste a fare un giro su internet, scoprireste senza dubbio che è vero che la merda contiene elementi essenziali per la sopravvivenza; e se faceste una prova non c&#8217;è alcun motivo di ritenere che, con qualche sforzo iniziale, potreste persino abituarvi a mangiare la merda pur di assimilare quegli elementi essenziali. Ciò non toglie, miei cari, che alla fine della storia il risultato è che state mangiando merda. E avete pure pagato.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><img class="aligncenter" src="http://1.bp.blogspot.com/_gD_4K8PsIQk/SxRSnjmwOuI/AAAAAAAAB6Q/eYdogj3OuzQ/s1600/phpaOypNoPM.jpg" alt="" width="409" height="204" /></p>
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		<title>La Favolosa Coppia &#8211; Glourious Basterds</title>
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		<pubDate>Tue, 05 Mar 2013 12:22:14 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Aldo Gross</dc:creator>
				<category><![CDATA[Abusi Testuali]]></category>
		<category><![CDATA[Glourious Basterds]]></category>
		<category><![CDATA[Rubriche]]></category>

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		<description><![CDATA[Glourious Basterds gente che era meglio non. di Aldo Gross, critico ebreo della pseudosatira italiana. Avere un po&#8217; di satiri fra gli amici del proprio profilo facebook mostra l&#8217;instancabile operazione...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Glourious Basterds<br />
</strong><em><strong>gente che era meglio non</strong></em><strong>.<br />
di</strong><br />
Aldo Gross, critico ebreo della pseudosatira italiana.</p>
<p><a href="http://www.scaricabile.it/wp-content/uploads/2013/03/clapping-crowd.gif"><img class="aligncenter size-full wp-image-9108" title="clapping crowd" src="http://www.scaricabile.it/wp-content/uploads/2013/03/clapping-crowd.gif" alt="" width="640" height="480" /></a></p>
<p>Avere un po&#8217; di satiri fra gli amici del proprio profilo facebook mostra l&#8217;instancabile operazione del pompino reciproco quotidiano, del &#8220;io rido per una cosa tua, tu ridi per una cosa mia&#8221; di troppo frizzante memoria. E se si è osservatori attenti, si assiste anche allo sgomento per la lesa maestà dell&#8217;imperatore del buon umore di turno, cagione di eliminazione compulsiva di dissidenti potenziali e “rosiconi certi” dal novero dei propri contatti.<br />
A chiunque cerchi di fare critica, in questo disgraziato mondo, si prospettano infatti sempre due grossi ostacoli: il primo è la capacità di smarcarsi dai critici qualunquisti per cui tutto è merda, specialmente quando si tratta di dare addosso a gente venuta dall&#8217;underground che, indipendentemente dai meriti, è sempre dipinta come “venduta” e/o demolita perché non più “artisticamente integra”; l&#8217;altro è quello di evitarsi l&#8217;accusa facile di essere “rosicone”. E&#8217; evidente che questo secondo aspetto è quello che va per la maggiore nel mondo della satira e dell&#8217;internets, in cui chiunque può sperare di vedere il proprio nickname pubblicato a lettere cubitali sul Fatto Quotidiano, in quell&#8217;operazione di riciclaggio delle feci di scimmia (dove la scimmia è l&#8217;utente decerebrato, le feci sono il potenziale “oggetto virale”, e le redazioni online sono le redazioni online convinte di tastare il polso del Paese ribadendo punti già noti tanto per amplificare danni e farvi credere di esser parte di voi) che è bieca e reciproca fidelizzazione insomma.</p>
<p>Detto ciò andiamo con ordine.</p>
<p>Tra tutti i pregi di La7, quello che più apprezzo è la loro capacità di raccattare gente di quarta fascia. Si tratta di una dote rara, che assieme alla memoria da pesce rosso degli italiani ha permesso a La7 di imbarcare alla conduzione delle sue trasmissioni gente come <a href="http://www.youtube.com/watch?v=nydf8bJjcr4">Porro, Telese</a>, una Guzzanti ormai senile, infatutata di fascisti giapponesi col culto del capo travestiti da fan di Buddha e vestita come la mamma solidale di un punkabbestia di buona famiglia strapiena di soldi e ricevute di tasse universitarie da fuori corso; capitanati dallo squalificato <a href="http://www.youtube.com/watch?feature=player_detailpage&amp;v=8S4upnRXwtU#t=415s">Mentana</a>: uno che dopo ventimila anni di Biscione <a href="http://www.youtube.com/watch?v=nydf8bJjcr4">è andato a fare il padrino della libertà e lo sponsor dei grillini</a>.</p>
<p>Sembra quasi che per creare il famigerato terzo polo televisivo conti semplicemente ingrossare le fila, ergere la propria montagna di stipendiati, programmi e idee il cui valore non ha importanza. E&#8217; importante solamente che l&#8217;ombra del nuovo immane cumulo d&#8217;immondizia dia l&#8217;impressione di estendersi vasta. A voler parlare di cose semplici, la politica di sviluppo di La7 è schizofrenica come la campagna acquisti calcistica di una neopromossa di provincia che spera di azzeccare<span style="color: #000000;">: a) l&#8217;ultima stagione del grande nome; b) i prossimi nuovi grandi nomi; e, per non sbagliare, c) semplicemente i nomi che stanno sulla bocca di tutti.</span> Anche se è risaputo che tutti non capiscono un cazzo, circa chi sia valido o meno.</p>
<p>Ed è così che si arriva all&#8217;ingresso nella grande famiglia, di Marxisti Tendenza Groucho del duo Fornario-Salis, per quanto più che un duo si tratti di uno e della sua ombra (presenza incomprensibile data la pressoché totale assenza di luce).</p>
<p><a href="http://www.scaricabile.it/wp-content/uploads/2013/03/fornarnio-salis-the-family.jpg"><img title="fornarnio salis the family" src="http://www.scaricabile.it/wp-content/uploads/2013/03/fornarnio-salis-the-family.jpg" alt="" width="480" height="640" /></a></p>
<p>Potrei andare avanti a lungo a elencare la sequela di strazi a cui ci hanno sottoposto (e dopo lo farò); ma non posso esimermi dal partire ricordando il fragore colossale con cui sono andati a fondo con Telese nella loro brillante impresa di “Pubblico”, dopo la quale ovviamente sono atterrati plasticamente, in piedi, tutti e tre, senza grossa conseguenza. (Non è dato sapere se sia andata altrettanto bene al resto della ciurma, e se tra loro ci fosse qualche poveretto che, malgrado tutto, non avendo capito con che razza di gente si stesse imbarcando, ha bruciato stipendio, posto di lavoro ed eventualmente carriera sul veliero del comandante Schettino del giornalismo).</p>
<p>Non va dimenticato neanche l&#8217;atteggiamento costruttivo -inteso non per il progetto, ma per la sua immagine- tenuto dalla Fornario nello sviluppo del progetto, <a href="http://www.youtube.com/watch?v=W5rBV3TtxW4">il suo imbarcarsi per prima e l&#8217;assumere il ruolo di portavoce e nostromo di Telese, passeggiando in compagnia di Salis e Sappino in giro per la penisola a tutte le feste di partito</a>, per <a href="http://www.youtube.com/watch?v=dmxTil9joIk">promuovere</a> il futuro giornale del popolo. A sua discolpa posso dire che probabilmente le mancava la lungimiranza per comprendere che il progetto fosse fallimentare dall&#8217;inizio; a sua colpa, devo dire che della lungimiranza, probabilmente se ne sarebbe fottuta. “Le cose si rompono, le persone muoiono. Così è la vita!”.</p>
<p>Ma passiamo a qualche cenno storico.</p>
<p>Il primo passo di cui si ha memoria pubblica avvenne con Liberazione e l&#8217;inserto Paparazzin (e dobbiamo ringraziare Mauro Biani per la pochezza di giudizio, sebbene il fatto che sia stato lui a farla entrare nel mondo della satira sia solo una coincidenza gustosa). Poi il passaggio a Emme e il cambio di mentore, perché nella relatività della vita è importante stare in scia del più veloce, accanto al più forte o sotto l&#8217;ala protettrice del più autorevole. Quindi una lenta scalata che porta a estirpare il padre di Bobo (facile dire di lui che sia quasi cieco – così è la vita).<br />
A questo punto della storia ha quindi la direzione di una redazione virtuale sul sito dell&#8217;Unità.</p>
<p>Potrebbe davvero dimostrare di saperci fare. Invece no, l&#8217;ideona (logorata, dopo essere passata per le mani di chiunque) è quella di anzitutto fare una fan page, poi realizzare per alcuni mesi qualche video della famigerata satira 2.0 -aka “se il testo non è mai stato vivo e la vignetta ha sempre tirato, il video è la panacea di tutti i Mali”- in modo da trainare il sito sfruttando l&#8217;assenza di attrito del web universo, e infine ovviamente appaltare i contenuti ai lettori: “ehi lettore che ti spisci col gioco di parole e pensi &#8216;ma forse anch&#8217;io&#8217;, perché non ti fidelizzi diventando autore della roba che leggi e magari spammi sull&#8217;internets? eh? *colpo di gomito* eh?”.</p>
<p>Quindi sporadiche presenze nel complesso, rari video pretestuosi per dire “ehi ci siamo”, un progetto ancora in incubatrice abbandonato a se stesso come nelle migliori tradizioni religiose, perché l&#8217;importante era battezzarlo e poi, fino a quando crepa ed è il momento di ricordare e beatificare, sbattersene il cazzo.</p>
<p>Ché intanto si sta puntando alla televisione e una o due <a href="http://www.youtube.com/watch?v=_KYTNEroZN8">apparizioni ad Anno Zero</a> mostrano come il passo sia più lungo della gamba (ma checché se ne dica ammettiamo che la Fornario un merito ce l&#8217;ha: farci rimpiangere Vauro quando lesse al posto suo le vignette da Santoro).<br />
Per fortuna arriva salvifica la radio: Un giorno da Pecora. Della più meritevole (tra le mediocri) interpretazioni, la Fornario stessa affermerà: “tutta la notte sveglia con Salis a trasformare &#8216;Nella vecchia fattoria&#8217; in <a href="http://www.youtube.com/watch?v=u8AUBGtGkHo">&#8216;Nella vecchia Lombardia&#8217;</a> “ (<a href="https://www.youtube.com/watch?v=XyuP2azMlFA">“f4 basito”</a>).</p>
<p>Dopo tutto ciò, ritornando all&#8217;atto di morte di Pubblico, la sensazione è che alla Fornario interessò solo di pararsi le chiappe, con la paraculaggine tipica di chi è molto bravo nella forma e nelle rivendicazioni radicali a parole, ma poi nella sostanza si limita a comportarsi come gli studenti radicali fuoricorso di “La classe operaia va in paradiso”. Quando Lulù viene licenziato dai padroni per avere osato far valere le proprie ragioni, e chiede aiuto ai radicali, questi si disinteressano di lui perché la sua è una battaglia “del singolo”, e a loro interessano le grandi battaglie, le rivendicazioni di massa. Loro non possono farci nulla. Così è la vita.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Tutto questo sarebbe fors&#8217;anche sopportabile, se Salis &amp; Fornario avessero nel loro mestiere un livello decente di competenza. Cosa che purtroppo non ritengo abbiano.<br />
Ora, per quanto voglia evitare il più possibile la diffusione di questo video, mi trovo costretto a linkarlo e metterlo a sostegno delle suddette tesi (il consiglio è quello di aprirlo in un&#8217;altra finestra per poterlo apprezzare mentre leggete, tanto il ritmo sarebbe lento persino per un ginobramieri anni&#8217;70):</p>
<p><iframe width="620" height="349" src="http://www.youtube.com/embed/dlS1IfTnwEA?feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Bene, abbiamo ben 9 minuti e 02 secondi.<br />
Di una cosa che potremmo definire l&#8217;evoluzione di Blob coi sottotitoli, così come si potrebbe definire evoluzione la trisomia 21. Ma senza la simpatia e tutto quell&#8217;essere speciali.<br />
Si parte forte col primo spezzone che riporta le immagini del Papa che annuncia in latino le sue dimissioni e la voce di Salis che traduce con battute sul lavoro stantie di giorni e giorni (se controllaste le vostre lenzuola di facebook trovereste inondazioni di uguali croste giallastre), il cui picco è <a href="http://www.youtube.com/watch?feature=player_detailpage&amp;v=dlS1IfTnwEA#t=54s">la papamobile sulla falsa riga di Batman</a>. Really.<br />
Really? Really.</p>
<p><a href="http://www.scaricabile.it/wp-content/uploads/2013/03/pope-e1362419596659.jpg"><img title="pope" src="http://www.scaricabile.it/wp-content/uploads/2013/03/pope-e1362419596659.jpg" alt="" width="600" height="336" /></a></p>
<p>Secondo spezzone con intervista Monti-Bignardi e <a href="http://www.youtube.com/watch?v=dlS1IfTnwEA&amp;feature=player_detailpage#t=88s">arriva la fresca idea dei sottotitoli</a> che indicano quel che davvero si pensa. Con battute scialbe.<br />
O semplicemente variando un termine rispetto all&#8217;audio.<br />
Di tutto il video sarà la parte più riuscita: ma il lavoro grosso l&#8217;avrà fatto la Bignardi.<br />
E il balbettare di Monti montato avanti e indietro in cosa differisce dal vecchiume reazionario di Striscia?<br />
Già.</p>
<p><a href="http://www.scaricabile.it/wp-content/uploads/2013/03/in-Parlamento1-e1362421418970.jpg"><img title="in Parlamento" src="http://www.scaricabile.it/wp-content/uploads/2013/03/in-Parlamento1-e1362421418970.jpg" alt="" width="600" height="337" /></a></p>
<p>Terza parte: <a href="http://www.youtube.com/watch?v=dlS1IfTnwEA&amp;feature=player_detailpage#t=199s">Berlusconi e il suo senso per il potere</a>. Sempre sottotitoli.<br />
Battute montate a caso badando svagatamente all&#8217;audio col semplice e ritrito riutilizzo di parole chiave dei cliché Berlusconiani: da “al pdl solo tonti”, a “comunisti”, “magistrati” e “fidanzate”.<br />
Elementi che non solo non aggiungono nulla al video ma fanno perdere persino dignità a quello spettacolo cabarettistico che è nonno Silvio.<br />
“oh cazzo ha detto una parolaccia”: dov&#8217;è. la profondità. in tutto. questo.<br />
“Una velata critica al perbenismo televisivo!11”. Ma vaffanculo, lettore fantasioso.</p>
<p><a href="http://www.scaricabile.it/wp-content/uploads/2013/03/Il-Presidente-e1362421714375.jpg"><img title="Il Presidente" src="http://www.scaricabile.it/wp-content/uploads/2013/03/Il-Presidente-e1362421714375.jpg" alt="" width="600" height="339" /></a></p>
<p>Parte quarta: <a href="http://www.youtube.com/watch?v=dlS1IfTnwEA&amp;v=dlS1IfTnwEA#t=03m55s">“Formigoni is the new &#8216;Gasparri&#8217;”</a><br />
Innovativo uso del sottotitolo alla Gialappa&#8217;s che suggerisce come ora si debba ridere per il fatto che Formigoni incespica in parole e pensieri + merito di portare in tv varianti di video virali olderrimi che da sei mesi almeno invadono la rete.</p>
<p><a href="http://www.scaricabile.it/wp-content/uploads/2013/03/New-Gasparri-e1362422262865.jpg"><img title="New Gasparri" src="http://www.scaricabile.it/wp-content/uploads/2013/03/New-Gasparri-e1362422262865.jpg" alt="" width="600" height="339" /></a></p>
<p>Atto quinto: <a href="http://www.youtube.com/watch?feature=player_detailpage&amp;v=dlS1IfTnwEA#t=286s">il telefonista del Pd</a>.<br />
Il Pd è triste. Il Pd è sfigato. L&#8217;elettore sfiduciato, sfigato e triste del Pd è più intelligente del Pd.<br />
Il Pd è il bambino che interpreta la croce rossa del mondo, a cui chiunque può sparare e rubare le caramelle: mestizia sconfinata.</p>
<div id="attachment_9114" class="wp-caption aligncenter" style="width: 504px"><a href="http://www.scaricabile.it/wp-content/uploads/2013/03/telefonisti-pd.jpg"><img class="size-full wp-image-9114" title="telefonisti ds" src="http://www.scaricabile.it/wp-content/uploads/2013/03/telefonisti-pd.jpg" alt="" width="494" height="331" /></a><p class="wp-caption-text">L&#39;ottavo nano, 2001, &quot;telefonisti DS&quot;</p></div>
<p>Gran finale: <a href="http://www.youtube.com/watch?v=dlS1IfTnwEA&amp;feature=player_detailpage#t=391s">finta intervista a Monti</a>.<br />
Riassunto della concezione:<br />
“Ehi qui sappiamo solo imitare Berlusconi. Che si fa? Ideona. Monti sbrocca e fa Berlusconi ad minchiam ché tanto i politici son tutti uguali.”<br />
“ahahahah. Facciamolo!11 Ma solo se aggiungi questa battuta folgorante su Pietro-su questa pietra-imu!”*rumore del piatto della batteria o di coglioni fattisi vetro che si frantuma*<br />
Chiusa &#8220;segno più-croce&#8221; con delivering stratosferico in quanto ad irritazione: amen.<br />
Piccola nota: si contesteva l&#8217;appartenenza delle idee di Monti al mondo clericale lo stesso giorno in cui vennero fuori i nomi di tutti i ministri. Più di un anno fa.<br />
Vero: argomento nuovo se paragonato a Berlusconi. Touchè.</p>
<p><a href="http://www.scaricabile.it/wp-content/uploads/2013/03/fake-monti-e1362424900614.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-9115" title="fake monti" src="http://www.scaricabile.it/wp-content/uploads/2013/03/fake-monti-e1362424900614.jpg" alt="" width="600" height="323" /></a></p>
<p>Ecco questa è l&#8217;alternativa ai canali coi quali siamo cresciuti: video con superflue note a margine da scuola media, e un lavoro che nel complesso, quando sembra funzionare, dà l&#8217;idea di due bambini in bicicletta che si bullano della loro velocità mentre fanno finta di pedalare in discesa.<br />
Queste sono le nuove leve della satira e quello il loro grado di preparazione.</p>
<p>Certo, non tutte le colpe son del duo fornaresco, grosso concorso di colpa lo hanno anche coloro che selezionano la non qualità contribuendo a far ristagnare anche questi aspetti del Paese.<br />
E con la merda che c&#8217;è in giro ci sarà persino chi ringrazia della loro esistenza.<br />
Perché il discorso è che nessuno ha il coraggio di sperimentare e quindi se funzionano Gli Sgommati su Sky facciamone la brutta copia su La7 (“brutta copia”? Diciamo “spin off” dato che la nostra eroina partecipa pure a quel massacro).<br />
L&#8217;asticella italiana non la solleverebbe nemmeno <a href="https://www.youtube.com/watch?v=HIC22gQfh6E">James Cameron</a>.</p>
<p>Ma la cosa più angosciante di tutto è che ogni tassello del suo curriculum vitae, senza che venga analizzato nel merito, contribuisce a ispessire presunte e/o sedicenti capacità e bravura. Paparazzin porta a Emme, Emme porta a Virus, L&#8217;Unità porta a Un giorno da Pecora e Un giorno da Pecora porta a La7. Ma perché? Perché braccia inadatte anche all&#8217;agricoltura, agitate sotto l&#8217;egida di una rivista o altro, e solo grazie a quel brand noto, devono/possono fare camping della satira dove affermano di poter insegnare ad altri ciò che non sanno fare e sanno a malapena spiegare a se stessi?</p>
<p>Se gli eredi di Groucho non permettono che la figura del loro parente comico compaia ad esempio in tentativi filmici di Dylan Dog (se non forse in cambio di cospicue cifre), allora dovrebbero chiedere la pena di morte (della notorietà) per questo buffone triste che è la Fornario.<br />
Che come tutti i clown mi fa paura.</p>
<p>E non mi fa ridere. Mai.</p>
<p><a href="http://www.scaricabile.it/wp-content/uploads/2013/03/clapping-crowd.gif"><img class="aligncenter size-full wp-image-9108" title="clapping crowd" src="http://www.scaricabile.it/wp-content/uploads/2013/03/clapping-crowd.gif" alt="" width="640" height="480" /></a></p>
<p><strong>[Compiti a casa: <em>Brian di Nazareth</em>, <em>Rant in E minor</em> e la tesina <em>Amici Miei: perché vi ricordate solo la supercazzola e non la lasciate</em> <em>a quegli anni</em>]</strong></p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>incompetenza tecnica</title>
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		<pubDate>Wed, 06 Feb 2013 16:22:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Volpe</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un nuovo vertice del peggio toccato dagli economisti si è raggiunto questa mattina a Omnibus. Protagonista niente meno che Irene Tinagli, che fa una figura barbina di fronte a Boccia...]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><iframe width="620" height="349" src="http://www.youtube.com/embed/chYzseNZwDw?feature=oembed" frameborder="0" allowfullscreen></iframe></p>
<p>Un nuovo vertice del peggio toccato dagli economisti si è raggiunto questa mattina a Omnibus. Protagonista niente meno che Irene Tinagli, che fa una figura barbina di fronte a Boccia (grigerrimo politico PD noto principalmente per essere riuscito a perdere due volte le primarie in Puglia con Vendola).</p>
<p>La Tinagli è, suo malgrado, una delle personalità più splendenti dell&#8217;intellighenzia economica e culturale italiana. Il suo curriculum su wikipedia recita che costei è:</p>
<p>Laureata alla Bocconi di Milano, docente all&#8217;Università Carlos III di Madrid, consulente del Dipartimento Affari Economici e Sociali dell’ONU e della Commissione Europea, ha conseguito un dottorato a Pittsburgh, e nel marzo 2010 è stata premiata dal <a title="World Economic Forum" href="http://it.wikipedia.org/wiki/World_Economic_Forum">World Economic Forum</a> per &#8220;le doti professionali, impegno nella società e potenziale contributo a dare forma al futuro del mondo&#8221; come &#8220;Young global leader&#8221;. Il World Economic Forum, proprio quel gruppo di intellettuali e potenti che si riunisce a Davos, in Svizzera, predice il futuro del pianeta e lo indirizza nella causa del Bene nel dogma del Libero Mercato e della Globalizzazione.</p>
<p>E noi oggi scopriamo che Irene Tinagli non sa un cazzo dell&#8217;Italia.</p>
<p>Non sa un cazzo dell&#8217;Italia, delle tasse, delle rendite finanziarie. Sulle quali però pontifica da anni, come interlocutrice privilegiata nei salotti televisivi di tutto l&#8217;arco costituzionale (con una preferenza per quelli di La7 e di Ballarò). Chiunque l&#8217;abbia sentita in questi sproloqui con un minimo di senso critico, se ne è già accorto.</p>
<p>Quando facevo l&#8217;università, ero preoccupato nel vedere i miei compagni del liceo che, usciti con 60/100, andavano a fare Economia, si laureavano fuori corso con 80 e poi venivano tutti assunti in banche o istituti finanziari, per poi ottenere lavori a tempo indeterminato prima di tutti gli altri, e non sapevano manco allacciarsi le scarpe. Avrebbero infilato derivati nelle tasche dei loro clienti pensando di fare una cosa buona e giusta. Quando arrivò la crisi nel 2007, mi dicevano ridendo che &#8220;nessuno pensava che una cosa così fosse possibile, nessuno sa cosa fare&#8221;.</p>
<p>Ora sono passati più di cinque anni di crisi, e col tempo ho imparato che non dovevo preoccuparmi di loro, quanto di quelli che erano usciti con 100 alla maturità e si erano laureati con lode. Quelli che al pomeriggio guardavano Amici di Maria de Filippi o Uomini e Donne, e non avevano più letto un libro dai tempi della maturità perché non c&#8217;era più nessuno a ordinarglielo. Al cinema guardavano solo blockbuster:</p>
<p>&#8220;Ciao Marcella, stasera vado a vedere l&#8217;ultimo di Sorrentino [manco avessi detto Ken Loach o Marco Bellocchio]. Ho un biglietto in più, ti va di venire?&#8221;<br />
&#8220;Sorrentino!? No guarda, io studio tutto il giorno, figurati se alla sera posso venire a vedere una cosa del genere&#8230; Sorrentino!? Guarda, io ho fatto cinque anni di classico, mi sembra di spaccarmi la schiena abbastanza, io se vado al cinema devo riposarmi, al massimo posso guardare il film di Sex and the City&#8221;.</p>
<p>Ecco, questo è il modo di pensare delle Irene Tinagli di tutto il mondo &#8211; finché non arrivano al punto di essere così v.i.p. da andare alla prima della Scala, non le vedrete mai a teatro. E poi lì almeno possono sfoggiare un bell&#8217;abito da sera &#8211; al film di Bellocchio con tutti i pezzenti, no. Il fatto è che probabilmente la Tinagli ha ragione nel dire che conoscere la tassazione sulla rendita finanziaria in Italia non è strettamente nelle sue competenze, né in quelle professionali-scientifiche, né in quelle come sostenitrice e consigliera della lista Monti. E in questo è scritta anche l&#8217;impossibilità per queste persone cresciute al verbo neoliberista di uscire dalla crisi proponendo soluzioni nuove, così come è impossibile a gran parte degli efficienti, esperti &#8220;tecnici&#8221; di uscire dal proprio ristretto ambito di conoscenze; aristotelismo d&#8217;accatto, &#8220;se Aristotele non avesse detto diversamente, le crederei&#8221;, dicevano, alle lezioni di medicina dei primi anatomisti che mostravano la natura umana sezionando cadaveri, i medici filosofi che si rifiutavano di uscire dal dogma.</p>
<p>Le due cose sono strettamente correlate, la stessa mentalità che accetta il dogma è la mentalità delle persone prive di curiosità, di interessi, di qualcosa che sia più di un superficiale navigare nella vita, mangiando i cibi precotti passati dalla società. Il male non sta mica nel guardare Amici o Sex and the City, come non sta nell&#8217;appassionarsi ai gol di Totti o disperarsi alle papere di Autogoechea: tutto è lecito, il problema si verifica nel momento in cui non ci si interessa di nulla al di fuori di quello che è il proprio banale compitino, di nulla che non sia scritto nel nostro diario. Fare le otto pagine di Dante previste dal programma, senza mai sfogliare la Divina Commedia che hai in mano pensando a qualcosa di diverso dal voto all&#8217;interrogazione.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><font size="-2">Si ringraziano GP per Boccia e Vecchio Rudi per Autogoechea.</font></p>
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