The Grillo against Putrid Parliament – capitolo 416 ter

È di questi giorni la notizia scandalosa della dissoluzione del pacchetto antimafia voluto dal Movimento 5 Stelle, sostituito dall’accordo fra Mafia, rappresentata da Silvio Berlusconi, e Ka$ta, rappresentata da Matteo […]

È di questi giorni la notizia scandalosa della dissoluzione del pacchetto antimafia voluto dal Movimento 5 Stelle, sostituito dall’accordo fra Mafia, rappresentata da Silvio Berlusconi, e Ka$ta, rappresentata da Matteo Renzi. Ma stanno davvero così le cose? Ovviamente no.

Nel luglio del 2013, la Camera vota questo provvedimento (foto presa qui):

Come potete vedere, a luglio 2013 la Camera vota all’unanimità (503 voti su 503 presenti, e tutti e 93 i presenti del M5S) per un provvedimento, identico a quello attuale, che prevede una pena da 4 a 10 anni per il voto di scambio politico-mafioso.

Il 20 dicembre 2013, il Partito Democratico presenta un emendamento, votato da SEL e M5S, per alzare la pena a 7-12 anni.

Il 12 febbraio 2014, in Commissione Giustizia viene modificato il decreto, e si ritorna alla soluzione 4-10 anni di pena. Il Movimento 5 Stelle non fa nessuna obiezione. Nessuna.

Se poi avete anche voglia di leggervi quali siano le motivazioni per tornare a 4-10 anni, ve le trovate da soli, io mica posso fare tutto il lavoro per voi e poi francamente non me ne frega un cazzo: sto parlando dei Cinque Stelle e non della legge in sé e per sé. La discussione in Commissione potete trovarla qui, potete leggervela tutta e leggere le obiezioni portate dai parlamentari Cinque Stelle. Anzi no: non potrete leggerle perché non ce ne sono.

Dopodiché arriva questo:

 

Insomma, riassumiamo. A luglio il M5S vota per pene dai 4 ai 10 anni, meno di un anno dopo votare dai 4 ai 10 anni significa stare dalla parte della mafia.

Peraltro, a meno che la matematica non sia un’opinione di Casaleggio, 4 non è la metà di 7 e 10 non è la metà di 12. Ma vabbè.

Facciamo un altro passo avanti nel ragionamento, ammesso che siate in grado di seguirmi, il che presuppone che a) siate in buona fede e non diate di matto perché sto criticando Pepicrille; b) siate in grado di capire quello che scrivo, il che con un italiano è sempre un terno al lotto visto l’analfabetismo di ritorno e l’assenza di immagini colorate, ché con tutto questo testo lo so che vi si stancano gli occhi e il cervello.

E ora che ho finito di insultarvi, torniamo a noi. Anzi, torniamo a lui, a loro.

Ovviamente saremmo tutti felici di dare pene maggiori per reati correlati alla mafia, ma qui c’è un punto basilare che a tutti pare sfuggire. L’approvazione del 416ter è un passo avanti rispetto alla situazione precedente oppure no? La risposta è ovviamente sì, anche se siete dell’opinione che le pene sono troppo basse. Una pena è sempre meglio di nessuna pena. Ma il M5S vota contro. Ora, perché vota contro? Perché può farlo dato che la legge sarà approvata ugualmente. Se il suo voto fosse determinante, che cosa farebbe? Voterebbe contro, ovvero voterebbe a favore della mafia, o voterebbe per accontentarsi (“poi ne riparliamo quando saremo noi al governo”)? Un proverbio dice: “tra piuttosto e niente, è meglio piuttosto”. Ma allora è evidente che la strategia del M5S è puramente mediatica, propaganda, paraculismo.

Vorrei anche fare notare un’altra cosa: all’epoca del governo Berlusconi, con motivazioni analoghe (“votano contro perché tanto il provvedimento passa lo stesso”) si accusavano le strategie mediatico-politiche dei “falsi oppositori” di Berlusconi. Pare che il M5S non ci abbia messo molto tempo a imparare e a riproporre certi giochetti, contando su due fattori: la pigrizia delle persone, che non vanno mai a verificare i fatti, e l’autorevolezza morale che in questi anni Grillo si è costruito.

E se per voi questa non è satira, allora siamo perfettamente in accordo col resto del paese, dove il giornalismo non è giornalismo, la politica non è politica e i comici non sono comici.

 

 

About Volpe

La Volpe è nata nel 1980 a Roma, ma ha fatto il liceo classico e si è laureata in Fisica a Modena. Respinto dalla Norvegia dopo quattro anni per un fallito test antirabbia, il suo stato mentale è degenerato al livello "credersi il Presidente della Repubblica". E' un animale selvatico, agnostico, romanista e di inclinazioni socialiste; adora le glaucopidi, non crede in nulla, ma, contro ogni esperienza e ogni buon senso, ripone una fiducia sconfinata nell'Amore.