La riabilitazione de[inserire unità di tempo]: cosiddetta “Prima Repubblica italiana”

Dopo la clamorosa e prevedibile inversione di rotta di Berlusconi ieri al Senato, orde di commentatori twittereschi ci hanno propinato per l’ennesima volta la storia secondo cui in realtà la […]

Dopo la clamorosa e prevedibile inversione di rotta di Berlusconi ieri al Senato, orde di commentatori twittereschi ci hanno propinato per l’ennesima volta la storia secondo cui in realtà la prima Repubblica non sarebbe mai morta. L’idea che questi signori si sono fatti della prima Repubblica è: governi con vita difficile tormentati da numerosi passaggi parlamentari e continui rivolgimenti di fronte in alleanze partitiche ad assetto variabile. Il superamento di questa condizione, immagino, dovrebbe essere: governi di lunga durata che fanno un po’ come gli pare con maggioranze monolitiche. Mi dispiace comunicarvi che, se le cose stanno così, avete descritto, nel primo caso, la democrazia, e, nel secondo caso, quel surrogato di democrazia adatto a menti deboli che, per semplificare, chiameremo “Movimento 5 Stelle”.

Ora, siamo tutti d’accordo nel dire che il PD è la Democrazia Cristiana. D’altra parte quella della Democrazia Cristiana è una nicchia ecologica che è impensabile non venga occupata, nell’ecosistema della politica italiana. (In realtà il discorso è talmente generale che io continuo a stupirmi di come si possa considerare democratico un sistema politico senza almeno una DC).

Però, ecco: le affinità tra il nostro tempo e quello della prima Repubblica finiscono qui. Oggi abbiamo governi lunghi o di durata media (un governo come quello di Letta non sarebbe durato oltre la pausa estiva in tempi più civili). Abbiamo assetti parlamentari variabili, è vero, ma del tutto ininfluenti e irrilevanti rispetto all’avanzare da schiacciasassi dei governi (bei tempi quando due ministri litigavano e i rispettivi partiti toglievano la fiducia a tutto il governo, come successe allo Spadolini bis). Abbiamo addirittura partiti che votano compatti per paura di una spaccatura! Ve l’immaginate non dico la DC, ma il PSI a votare compatto? E per cosa, poi? Per salvare l’ego di un senatore? Nella prima Repubblica, vi ricordo, nemmeno Nenni fu intoccabile per il PSI.

Infine, i ministri. Siamo seri, voi immaginate un altro governo con Mara Carfagna? Lorenzin? Kyenge? Ai tempi della prima Repubblica c’era gente che è stata membro di governo dal dopoguerra fino a Mani Pulite. I ministri della prima Repubblica si contano sulle dita di due mani. Oggi c’è gente che fa un governo e poi sparisce nel nulla un’altra volta. Che è anche il motivo per cui il governo non è caduto, ieri. Nella vera prima Repubblica, il governo ieri sarebbe caduto, il Pdl avrebbe votato in due modi diversi, e avremmo avuto un Letta bis identico al primo Letta, come lo Spadolini bis era identico, per composizione, al primo governo Spadolini.

Quando uno dice “aridatece la prima Repubblica”, oggigiorno, sembra dar voce a un sarcasmo affine al buon vecchio “si stava meglio quando si stava peggio”. Ingenui e supponenti! Ma voi sul serio siete convinti che quando avevamo Berlinguer si stava peggio di ora che abbiamo Grillo?

About Vladimir Stepanovič Bakunin

Dopo una tranquilla infanzia a Dachau, in Baviera, Vladimir Stepanovič balza agli onori della cronaca quando viene accusato di essere il famigerato Mostro di Firenze. Il processo è interrotto dalla sua morte per infarto. Suo figlio, Stepan Vladimirovič, ne onora la memoria assumendone il nome e scrivendo satira incestuosa sul Bile, graffiti sui muri e poesie sulle belle donne.