la verità, vi prego, sulla TAV

      Ogni due o tre giorni, “La Stampa”, “La Repubblica” o il “Corriere” danno in pasto alla folla un articolo che parla dei NO TAV violenti, di un’intervista […]

 

 

 

Ogni due o tre giorni, “La Stampa”, “La Repubblica” o il “Corriere” danno in pasto alla folla un articolo che parla dei NO TAV violenti, di un’intervista a questo o quello che appoggia scandalosamente la linea dei malvagi aggressori luddisti, distinguo, precisazioni, in un vorticare frenetico che mescola cipigli corrucciati e dita nel naso, davanti alla “verità” inconfessabile, che nessun giornale nostrano ha ancora il coraggio di dire e che dovrebbe porre fine a ogni dibattito:

LA TAV NON SI FARÀ MAI

Avete capito, lettori di Repubblica con il naso arricciato dall’indignazione per sabotaggi e attentati?

LA TAV NON SI FARÀ MAI

E nulla di quello che potranno fare esaltati nimby, antagonisti anarcoinsurrezionalisti irresponsabili di varia estrazione, potrà mai cambiare questo fatto.

LA TAV NON SI FARÀ MAI

Questo perché, a giugno di quest’anno, un rapporto di una commissione governativa francese ha stabilito che la TAV non serve, dato che la linea non sarà satura prima del 2035-2040 e che quindi si raccomanda di non dare il via all’opera, per la quale peraltro la Francia al momento non ha i soldi, prima del 2030.

Sappiamo bene cosa significa questo, naturalmente. Quando un governo nel 2013 decide di fare un opera FORSE a partire DAL 2030, significa che non la farà.

“Cara, pensavo di comprare una macchina per nostro figlio, se avremo i soldi.”
“Amore, ma noi non siamo nemmeno sposati.”
“Sì, ma pensavo di mettere via i soldi.”
“Quali soldi, la paghetta di tuo padre? O fai qualcosa dopo la scuola?”
“Be’, fra 17 anni, se siamo ancora insieme e abbiamo un figlio che nel 2035 avrà 18 anni, ne riparliamo.”

Quando prima ho detto che la verità avrebbe dovuto porre fine a ogni dibattito, in realtà dovrebbe aprirne un altro, forse anche un altro e mezzo.

Prima di tutto, ammesso e non concesso che tutti i NOTAV siano dei violenti asàsini sabotatori malvagi e anacronisti, alimentati da anarcoinsurrezionalisti terroristi ambientalisti vegani dei centri sociali, nel momento in cui la TAV risulta un’opera inutile, invece di militarizzare la valle e rischiare scontri e mettere a repentaglio la vita di poliziotti e imprenditori, basterebbe cancellare le previste operazioni di sondaggio (ricordiamo che non esiste ancora nessun piano per iniziare il lavoro vero e proprio sull’opera – ma anche questo non si dice mai) per eliminare buona parte del problema. Contro chi manifesterebbero questi violenti nullafacenti maligni, quando i poliziotti se ne sono andati e i cantieri sono stati abbandonati? Tirerebbero molotov contro i caprioli?

E allora basta chiedersi la solita vecchia domanda: CUI PRODEST? Poiché la TAV non si farà, nessuna delle operazioni preliminari, che coinvolgono lo sventramento della montagna e rischi ambientali, serve a nulla, se non a distribuire un po’ di soldi pubblici a un prezzo che ancora non conosciamo, sia economico sia in termini di salute dei suoi abitanti e del suo territorio.

E il fatto che nessuno dei grandi giornali italiani ne parli, continuando a produrre articoli di colore su Gino Pino l’Anarchico Luddino, dà tutta la dimensione della loro pochezza e della loro complicità.

About Volpe

La Volpe è nata nel 1980 a Roma, ma ha fatto il liceo classico e si è laureata in Fisica a Modena. Respinto dalla Norvegia dopo quattro anni per un fallito test antirabbia, il suo stato mentale è degenerato al livello "credersi il Presidente della Repubblica". E' un animale selvatico, agnostico, romanista e di inclinazioni socialiste; adora le glaucopidi, non crede in nulla, ma, contro ogni esperienza e ogni buon senso, ripone una fiducia sconfinata nell'Amore.