Boldrini brigatista terrorista israeliana nazista true black metal

Fra le tante cose che si possono dire in questo periodo di Laura Boldrini, Presidente della Camera eletta con SEL, una forse sfugge all’attenzione di tanti: Boldrini è sotto il […]


Fra le tante cose che si possono dire in questo periodo di Laura Boldrini, Presidente della Camera eletta con SEL, una forse sfugge all’attenzione di tanti: Boldrini è sotto il fuoco di fila del centrodestra.

Le motivazioni dietro a questo fatto sono innumerevoli. Tra le tante, Boldrini è il bersaglio perfetto anche perché non fornisce nessun alibi facile a cui ricorrere contro i suoi accusatori: per esempio, non è nera ed è una bella donna, per cui non si possono chiamare in causa i “soliti pregiudizi” che caratterizzerebbero il centrodestra, come il razzismo e il maschilismo becero che ha bersagliato persone come Livia Turco, Emma Bonino e Rosy Bindi per il semplice fatto di non essere sex symbol (e solo l’idea di dover spiegare queste cose mi fa venire voglia di vomitare).

La strategia del centrodestra e dei suoi scherani, come il Giornale e Libero, si basa poi anche sulla capacità ormai evidente di sfruttare a proprio vantaggio le divisioni, le rivalità e la schizofrenia paranoide di tanta sinistra radicale (schieramento a cui Boldrini appartiene) e soprattutto degli internauti, delle loro (più o meno giustificate) manie di persecuzione e della loro capacità di diffusione virale di allarmi su facebook e twitter (anche per la presenza fra loro di personaggi che rientrano in entrambe le categorie – sinistronzi e internauti – come Alessandro Gilioli).

Generalmente, a causa delle continue manipolazioni non solo delle notizie, ma anche della realtà, sarebbe necessaria una attenzione smodata per ogni cosa: va controllata accuratamente la corretta trasmissione di ogni notizia non solo a ogni affermazione dei politici e dei personaggi pubblici, data la tendenza dei giornali a usare impropriamente (e spesso in modo volontariamente improprio) i virgolettati; ma anche in casi come notizie di attentati e azioni di guerra, si veda per esempio il caso delle esplosioni di Madrid, che il premier Aznar volle provare a sfruttare a scopi elettorali (commettendo un tremendo autogol), oppure alle accuse sull’uso di armi chimiche in Siria. Fra i sinistronzi il problema è che si applica un continuo doppio standard: alla notizia dell’attentato nella città di confine turca di Reyhanli, che ospita numerosi rifugiati siriani, hanno dato la colpa dell’atto a ribelli che speravano di dare la colpa ad Assad per aumentare il coinvolgimento della NATO nell’operazione. Ma quando una notizia viene pubblicata a favore di una qualsiasi ipotesi di complotto anti-USA o anti-Occidente, non esitano a re-twittarla senza averla fatto oggetto della minima verifica.

Spesso e volentieri, sono le nostre proiezioni e i nostri desiderata a farci interpretare male la realtà, sia in un senso sia nell’altro. Questo ci impedisce di giudicare le persone come soggetti complessi e, ovviamente, anche contraddittori, facendo scattare in noi meccanismi di tifo e appoggio a priori che, in quanto “a priori”, sono inaccettabili (figuriamoci poi nei confronti di “movimenti”, “partiti”, “nazioni” o “stati”). Per esempio, ci sono sinistronzi che richiedono il boicottaggio di autori, scienziati e intellettuali israeliani o, addirittura, semplicemente ebrei; a Fiere del Libro, intervengono per chiedere a scrittori israeliani di dissociarsi dalla politica governativa israeliana. Perché questo è sbagliato e razzista? Perché nessuno boicotta scrittori né film o cantanti statunitensi per le ripetute violenze e le guerre e i colpi di stato causati nel mondo, figuriamoci poi quelli francesi o spagnoli (due nazioni che di colpi di stato procurati o appoggiati, rispettivamente in Africa e in America Latina, sono parecchio esperte). Chi boicotta gli scrittori israeliani lo fa solo perché sono un bersaglio facile ed evidente, e perché sono percepiti come “diversi” in modo del tutto razzista, mentre nessuno boicotta Joe Lansdale o Stephen King o Chuck Palahniuk, essenzialmente perché a nessun sinistronzo viene in mente di associarli con i crimini dei governi statunitensi – e in effetti, perché dovrebbero farlo? Il sinistronzo sente il nome di Stephen King, sa che è americano, e finisce lì. Il sinistronzo sente il nome di David Grossman, sa che è israeliano, e gli impone di giustificarsi per i crimini di Israele. Be’, amico sinistronzo, sei uguale agli “sbirri” che contesti perché quando vedono il tizio nero che cammina per strada gli chiedono i documenti e il permesso di soggiorno e poi magari è un cittadino italiano.

Le nostre proiezioni sono le stesse che ci fanno santificare persone come Falcone e Borsellino, che se fossero rimaste in vita avrebbero finito per fare la stessa fine di Caselli: considerate traditori fascisti senza appello per la loro visione del caso TAV, che sarebbe stata indubbiamente ancora più di destra di quella del magistrato torinese. E in fin dei conti a Falcone molti rimproverarono proprio la sua attività politica in vita, e non gli avrebbero risparmiato insulti gli stessi identici gruppi di persone che oggi lo idolatrano.

In questo senso, la contiguità fra sinistronzaggine e berlusconismo è interessante, come interessante lo era al tempo dello scandalo Finmeccanica. Travaglio, e quelli del Fatto Quotidiano e di Repubblica che addentavano la notizia della corruzione travolgente ai suoi vertici, erano additati dai sinistronzi come utili idioti al servizio del neoliberismo, assetato di sangue pubblico e desideroso di far vendere la compagnia, che restava una delle più fruttuose del settore pubblico, al migliore offerente – naturalmente dopo essersi procurati l’appoggio di una opinione pubblica bovina. E per questo taluni sinistronzi erano fra i più preoccupati di una eventuale caduta di Berlusconi.

Sempre in quest’ottica, Laura Boldrini paga il fatto di avere lavorato come commissario per i rifugiati dell’ONU, una organizzazione che non trova simpatia praticamente da nessuna parte, saldando nell’odio la destra che la detesta per avere simpatia per bula-bula e culi-in-aria di vario genere, e la sinistra che la odia per essere la faccia buona del capitalismo neoliberista che governa l’ONU, senza che lei abbia mai denunciato nella sua azione i veri responsabili di tutto, ovvero l’occidente schifo e criptofascista.

Ora, come già dissi a inizio dell’intervento, non è nel mio interesse difendere Laura Boldrini, gli scrittori israeliani o i giornalisti che criticano i vertici di Finmeccanica. Il mio intento è accusare quelli che, con motivazioni del tutto utilitaristiche (e quindi machiavelliche), pretendono di discutere di politica e libertà di parola distorcendo gli argomenti secondo le proprie finalità.

Ma chi attacca i giornalisti che denunciano le malefatte perché teme che questo avrà come conseguenza un uso distorto delle denunce, è come chi criticava chi parlava di mafia perché rischiava di danneggiare la Sicilia; è come chi dice che non si doveva parlare degli scandali del PD perché Berlusconi così ha pareggiato alle elezioni. Certe cose vanno denunciate punto e basta. Poi ci sarà tempo e modo di denunciare anche chi vuole sfruttare malcontento o scandali a scopi personali – ogni altra forma di lotta squalifica chi la compie, anche se in buona fede, e finisce per corromperlo progressivamente – il PD giustificandosi anno dopo anno è diventato quello che abbiamo sotto i nostri occhi; un giornalista capace come Travaglio è diventato un patetico cane da guardia al soldo dei grillini.

Ogni critica costruttiva, anche comprendente la più totale condanna del personaggio, per esempio Boldrini oggi, è lecita se intellettualmente onesta e propriamente argomentata – per farlo, basterebbe discutere con serenità delle proposte e delle idee dei singoli personaggi e movimenti, criticarli quando serve, apprezzarli quando lo meritano, e sapere dare un giudizio complessivo quando è il momento di trarre conclusioni, non sulla furia di un attimo in cui uno dice una cazzata o fa una cosa che non ci piace; come per esempio i grillini, che dopo mesi con Crocetta lo ripudiano perché in un caso ha votato con il PDL e non con loro su un provvedimento. Magari una persona se dice qualcosa su cui non siamo d’accordo è perché non è informata, perché ha il diritto di avere una idea del cazzo, o perché magari non siamo informati noi – e non necessariamente perché faccia parte del complotto sionista-massonico-vaticano-rettiliano mondiale. Magari se secondo voi ho detto delle cazzate in questo articolo mi farebbe piacere discuterne con chi la pensa in modo diverso, senza che per forza uno dei due debba cedere all’altro, senza che per forza ci consideriamo a vicenda coglioni senza speranza o persone in malafede. E’ per questo, per esempio, che è giusto considerare eroi di questo paese persone come Borsellino, anche se era uno “sbirro” missino, e Ambrosoli, anche se era un monarchico cattolico, per quanto poco questo fatto possa piacere ai sinistronzi – purtroppo per loro, essere di destra, o gustarsi il corpo di Cristo le domeniche mattina, non è ancora un requisito necessario né sufficiente per essere delle teste di cazzo.

Ma fanculo Borsellino! A noi piace molto di più costruire altari a persone sulla base di una singola idea che in quel momento ci inebria e ci unisce e che spinge a uno spirito di identificazione del tutto posticcio, spesso con persone che fino al giorno prima nessuno sapeva chi fossero – da Stefano Rodotà a Laura Boldrini passando per Ambrosoli figlio oggi, ma se il momento è giusto perfino al pessimo Fini, il protagonista di Bolzaneto e della legge che criminalizza gli immigrati clandestini, assurto al 10% dei sondaggi solo per avere mollato, dopo 15 anni di complicità, il sempre più indifendibile Silvio Berlusconi. Poi arriva il giorno in cui “scoprite” che Travaglio è “di destra” e nei suoi articoli usa gli insulti e la squalificazione dell’avversario, e andate a piangere con un cuscino sulla faccia ascoltando F. De Gregori. E postando il sapore delle vostre lacrime su twitter.

Dateci qualche cosa da distruggere,
una corolla, un angolo di silenzio,
un compagno di fede, un magistrato,
una cabina telefonica,
un giornalista, un rinnegato,
un tifoso dell’altra squadra,
un lampione, un tombino, una panchina.
Dateci qualche cosa da sfregiare,
un intonaco, la Gioconda,
un parafango, una pietra tombale.
Dateci qualche cosa da stuprare,
una ragazza timida,
un’aiuola, noi stessi.
Non disprezzateci: siamo araldi e profeti.
Dateci qualche cosa che bruci, offenda, tagli, sfondi, sporchi
che ci faccia sentire che esistiamo.
Dateci un manganello o una Nagant,
dateci una siringa o una Suzuki.
Commiserateci.

Primo Levi

 

About Volpe

La Volpe è nata nel 1980 a Roma, ma ha fatto il liceo classico e si è laureata in Fisica a Modena. Respinto dalla Norvegia dopo quattro anni per un fallito test antirabbia, il suo stato mentale è degenerato al livello "credersi il Presidente della Repubblica". E' un animale selvatico, agnostico, romanista e di inclinazioni socialiste; adora le glaucopidi, non crede in nulla, ma, contro ogni esperienza e ogni buon senso, ripone una fiducia sconfinata nell'Amore.