Come far sembrare possibili cose che non potresti neanche immaginare

Testo di Jonathan Grass – Illustrazione di Andy Ventura da Bile N/2 Molti pensano, erroneamente, che la Religione sia nata quando centinaia di migliaia di anni fa i primi uomini […]


Testo di Jonathan Grass – Illustrazione di Andy Ventura
da Bile N/2

Molti pensano, erroneamente, che la Religione sia nata quando centinaia di migliaia di anni fa i primi uomini si chiesero cosa ci fosse all’origine del fuoco, dell’acqua e degli altri elementi. Più probabilmente nacque non appena queste domande arrivarono all’orecchio di qualcuno più scafato di loro che riuscì a sfruttarle a proprio vantaggio. Si scherza, non è mai esistito nulla prima del 5000 a.C., salvo l’emendamento D’Alia contro i blog, da cui qualche amico continua tuttora a metterci in guardia via email a distanza di anni dal suo stralcio.

La Religione è suggestione, fede, senso di appartenenza e tante altre cose. Non esiste una definizione esaustiva di Religione, ma la più bella l’ho sentita pronunciare a Paolo Brosio poco dopo la sua folgorante conversione avvenuta durante un’orgia «È terribile: ti fa sembrare possibili cose che non potresti neanche immaginare.» anche se lì si riferiva alla coca.
Quell’ominide scafato, immaginiamocelo come un Homo Sawyer Sawyer capace di convincere i suoi simili che cacciare tigri di montagna da sacrificare fosse la cosa più divertente del mondo, dopo lo spulciare tardo-scimmieschi culi pelosi, fu certamente lo Steve Jobs dei suoi tempi, in grado di immaginare e inventare i bisogni futuri dell’umanità.
In fondo voi cosa fareste se vi dicessi che c’è su piazza un bene favoloso, già in possesso di tutti, gratis, di cui nessuno reclama la paternità? Puntereste all’indotto.
Cerchereste di spiegare che in fondo non è proprio gratis, che il prodotto ha bisogno di continua assistenza e manutenzione, oltreché ovviamente di un buon libretto di istruzioni.
Questo è ciò che succede con la Vita e la Religione.
Vi chiedete come qualcuno possa essersi convinto di aver bisogno di un libretto di istruzioni sulla propria vita? Beh, c’è gente che ha bisogno delle istruzioni per uno spazzolino da viaggio, figurarsi se non necessita di 10 righe per una vita intera.
La religione non ha presa solo sui naif, ma anche su moltissime persone che, a ragione, si chiedono se il senso dei loro pochi decenni di vita possa essere solamente propagare questa sopravvivenza collettiva all’infinito, o fino al primo meteorite abbastanza grosso. E mettiamoci anche tutte quelle anziane zitelle che senza la religione infilerebbero la testa in un cappio alla prima mancanza di segnale di Retequattro.
Certo, tra un legittimo dubbio interiore e delle multinazionali dell’inbound mentale ci passa un mare, o un grosso canale di scolo se preferite.
E a tutto ci dovrebbe essere un limite, prima che diventi un riflesso o una mania: il calciatore che prima di battere il rigore decisivo bacia la sua catenina, i suoi compagni dietro che si fanno il segno della croce, e magari il portiere che prima della rincorsa si era inchinato a pregare Allah.
Come si fa a immaginare che un dio sostenga la corsa del pallone verso la rete e un ipotetico altro la ostacoli. Pensate che alle divinità importi qualcosa dei calci dati a un pallone?
Intendo al di fuori della loro partitella del giovedì sera.
Perché il giovedì? Quello la domenica ha da fare, l’altro il sabato, quell’altro ancora è sempre impegnato a certe ore del giorno, e poi alcuni sono anche sposati… Sono tutte cose difficili da conciliare, per forza di cose alla fine ci si perde di vista.
Ed è così che scoppiano le guerre, di solito il venerdì mattina.
E mi raccomando: per montare lo spazzolino vanno incrociate le due “U”.

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DAUNLOD!

 

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