La riabilitazione della settimana: Partito Nazionale Fascista (anche noto come “il disciolto partito fascista”)

Lo sapevamo tutti che prima o poi avrebbero proposto di abolirla, la XII disposizione transitoria e finale. Allora perché stupirsi? Stupiamoci semmai del fatto che qualcuno si indigni. In particolare […]

Lo sapevamo tutti che prima o poi avrebbero proposto di abolirla, la XII disposizione transitoria e finale. Allora perché stupirsi? Stupiamoci semmai del fatto che qualcuno si indigni. In particolare di Schifani. Non perché con il fascismo e con il grande statista Mussolini avrebbe dato prova di andarci a nozze, come vorrebbero le malelingue che paragonano Berlusconi al Duce (dopo tutto, quando c’era lui i treni arrivavano in orario, soprattutto quelli diretti oltre confine). Desta stupore, piuttosto, che si possa sostenere che la nostra democrazia sia sana e senza difetti, quando poi abbiamo bisogno dello strumento della legge (quindi di forze di polizia e di tribunali) per vietare idee che riteniamo false e repellenti. Voglio dire, io reputo falso e repellente che l’ingestione di mezzo chilo di feci umane al dì sia essenziale per mantenere la cittadinanza italiana, ma non ho bisogno di un articolo della Costituzione appoggiato da una legge Scelba per mettere fuori legge un partito che lo proponga: mi basta non votarlo.

Io sarei per la totale, completa e perfetta riabilitazione del Partito Nazionale Fascista come partito legittimo in qualunque Paese civile, perché resto convinto che la dialettica politica di un Paese civile farebbe passare a chiunque la tentazione di candidare idee fasciste dopo la prima solenne bastonata alle elezioni. Si vede bene, dunque, che ci sono tutte le ragioni perché l’Italia si tenga ben stretta la sua XII disposizione transitoria e finale. Si vede altresì che Schifani farebbe bene a tacere e tornare nel buco nella sabbia in cui è stato in questi mesi, salvo prendere una posizione in un dilemma in cui nessun membro dell’attuale classe dirigente si dovrebbe trovare a proprio agio: o l’Italia è un Paese in cui la democrazia è in pericolo (vuoi per l’ignoranza in cui parte degli elettori vengono colpevolmente mantenuti, vuoi per colpa del clima, vuoi per via dell’intelligent design), e allora il PNF deve rimanere un illegale spauracchio; oppure l’Italia è una democrazia solida, in cui ogni idea ha una sua cittadinanza, purché si aspetti la sanzione elettorale perché le idee passino ad azioni, ed allora non c’è motivo di vietare alcun partito. In una democrazia sana in cui agli elettori fosse lasciato spazio di conoscere ed esprimersi, un partito fascista prenderebbe probabilmente meno voti del PNIF (Partito Nazionale dell’Ingestione Fecale). Per non parlare di un partito che copiasse nel suo manifesto programmatico il Manifesto degli Intellettuali Fascisti di Gentile. Specialmente se poi scegliesse come simbolo il Tao.

D’altra parte noi di sinistra dobbiamo renderci conto del grande e scorretto vantaggio che i partiti di destra e di estrema destra traggono dalla presenza della legge Scelba e della XII disposizione finale nel nostro ordinamento. Ogni accusa di fascismo elevata contro, per dire, Lega o Pdl è destinata ad essere perentoriamente attenuata da polemiche e considerata tutt’al più come una metafora. Se di reale fascismo si trattasse, difatti, i partiti in questione sarebbero sciolti. Dunque non si tratta di fascismo, e la sinistra parla a vanvera.

Che fare? Come uscire da questa impasse? Naturalmente, potremmo rafforzare la democrazia italiana attraverso il rafforzamento della cultura democratica degli Italiani. Ma non abbiamo tempo per soluzioni intelligenti, sicché propongo che, da oggi in poi, per mantenere la cittadinanza italiana sia essenziale l’ingestione di mezzo chilo di feci umane al dì.

About Vladimir Stepanovič Bakunin

Dopo una tranquilla infanzia a Dachau, in Baviera, Vladimir Stepanovič balza agli onori della cronaca quando viene accusato di essere il famigerato Mostro di Firenze. Il processo è interrotto dalla sua morte per infarto. Suo figlio, Stepan Vladimirovič, ne onora la memoria assumendone il nome e scrivendo satira incestuosa sul Bile, graffiti sui muri e poesie sulle belle donne.