Gli uomini che hanno fatto l’Italia – Camillo Cavour

Nasce a Torino nel 1810, il padre è ciambellano di corte. Da giovane intraprende la carriera militare per abbandonarla nel 1831, quando un bersagliere gli spiega che abbrustolire il pane […]
Ritratto fotografico di Cavour

Sebbene Cavour avesse introdotto in Piemonte le più avanzate tecniche agricole, non riuscì mai a fare crescere i suoi baffi.

Nasce a Torino nel 1810, il padre è ciambellano di corte. Da giovane intraprende la carriera militare per abbandonarla nel 1831, quando un bersagliere gli spiega che abbrustolire il pane non è l’unica funzione delle baionette austriache.

1847 è co-fondatore del periodico Il Risorgimento, che avrà un inaspettato successo grazie all’idea del paginone centrale con la mondina del giorno.

Nel 1848 è tra i sostenitori della Statuto Albertino. Una costituzione breve concessa dal Re dopo sanguinosi moti popolari, in cui i privilegi della classe aristocratica che tiranneggiava il Regno venivano finalmente messi nero su bianco. Alle prime elezioni, Cavour è eletto in parlamento grazie alla maggioranza dei voti tra i 400 cittadini maschi ricchi del suo collegio.

Convinto della necessità di ridimensionare il potere della Chiesa, da deputato promuove le Leggi Siccardi che non solo abolivano alcuni privilegi del clero ma autorizzavano anche l’inseminazione artificiale per le coppie di lesbiche sataniste.

Nel 1850 diventa Ministro del Commercio e dell’Agricoltura, e un anno dopo anche delle Finanze. Ottiene importati accordi commerciali con altri paesi e avvia la costruzione di nuove ferrovie che ridurranno incredibilmente il tempo necessario a sopprimere nel sangue le sommosse dei mazziniani.

1852, il Re nomina Cavour  Presidente del Consiglio. Cavour accetterà a malincuore tanto che per convincerlo ad abbandonare l’incarico sarà sufficiente il sopraggiungere della propria morte.

Memore degli episodi di nonnismo subiti nei primi mesi di militare, nel 1853 Cavour coglie l’occasione per vendicarsi spedendo i soldati piemontesi a 3000 km da casa in Crimea. I bersaglieri si dimostrano superiori nei combattimenti contro i russi (solo 23 caduti), un po’ meno in quelli contro il Vibrio cholerae (circa duemila caduti).

Nel 1861 è il primo Presidente del Consiglio del Regno d’Italia. Durante il processo di unificazione, è riuscito a spezzare le gambe alle rivoluzioni mazziniane, addomesticare Garibaldi e mantenere buono l’alleato francese; il Time lo elegge uomo dell’anno. Pochi mesi dopo muore. Insieme a Depretis è l’unico Presidente del consiglio ad essere passato a miglior vita mentre ancora in carica. Finora.

About Michele Incollu

Frutto di un'evoluzione durata tre miliardi di anni, è un essere in grado di produrre energia combinando l'ossigeno che trova nell'aria e qualche avanzo rimasto in frigo. http://www.rivincite.it