
Oggi non ho voglia di ridere: voglio ricordarvi tre cose che tutti tendono a dimenticare. Sì, lo so che sono odioso quando pontifico; ma pare che questo per voi non sia mai stato un problema, almeno a giudicare dalla vostra condivisione compulsiva di cose scritte e pensate da Vendola, Saviano, Grillo, Scalfari e Travaglio (anche detto Scalfaripiùgrillo o Vendolamenofrocio). Ma questa non è satira, mi direte. E il Post non fa informazione, ma questo pare non vi impedisca di leccare le palle di Luca Sofri. Io non mi aspetto nemmeno che mi leggiate, invece; lascio una cosa qui, a beneficio di chi ha tempo da perdere, magari perché non ha più un lavoro.
Ma veniamo alle tre cose:
1) il governo Monti è perfettamente legittimo e dovete smettere di cagare il cazzo col fatto che “nessuno lo ha eletto”;
2) si può criticare Napolitano e non dovete cagare il cazzo a Di Pietro e Grillo se gli danno addosso;
3) dovete smettere di spaccare le palle a Rosy Bindi.
Forse sarei più convincente se vi dessi delle argomentazioni a riguardo, per cui, purtroppo per voi, ci proverò.
1) Il governo Monti è perfettamente legittimato a governare e non ha bisogno di nessuna merda di ‘sostegno elettorale’. Avete ingoiato 20 anni di cazzate berlusconiane e ora la pensate esattamente come lui, bravi! A favore della mia affermazione ci sono il Signor Montesquieu e la Signora Costituzione, che dicono: il potere esecutivo e quello legislativo in uno stato democratico sono separati. I problemi del paese derivano molto di più dalla commistione e sovrapposizione di governo e partiti che non dalla loro separazione. Anzi, sarebbe meglio dividerli ancora di più. Magistratura e politica se le danno di santa ragione e creano una dialettica fondamentalmente positiva (ovvero, politici in galera). Il Parlamento ha sempre l’arma della fiducia per controllare il governo e garantire, attraverso la rappresentanza dei parlamentari, che sia un governo legittimato dal popolo. Quelli che si riempiono la bocca della Costituzione senza neanche avere idea di cosa rappresenti sono come i preti che predicano la parola di Cristo e poi contestualizzano bestemmie.
2) Mi piacerebbe molto capire perché non si dovrebbe criticare Napolitano. Perché è il Presidente della Repubblica? Non mi pare che la cosa vi abbia impedito di dare addosso a Leone o Cossiga, quando eravate elettori del PCI. Adesso la cosa non è più legittima perché se la prendono con uno dei vostri? Ma amici cari, siete esattamente uguali ai berlusconiani che avete criticato fino a ieri perché non accettavano che le leggi dello Stato valessero anche per il loro messia. Appena si va nel vostro orticello a cercare la malerba, rispondete piccati come tutti gli altri – i grillini con Grillo, gli juventini con Moggi – tutti quelli che avete sempre criticato. Fatemi capire: l’inchiesta sulla trattativa Stato-Mafia vi fa gongolare quando ci finiscono dentro Andreotti, Berlusconi e Dell’Utri… Ma se Napolitano è sospettato di avere parte nella melma di insabbiamenti che la circonda, improvvisamente non si deve più indagare, perché si lede il prestigio delle istituzioni parlandone? Sapete chi altro parlava a questo modo? Sì che lo sapete: i berlusconiani quando il Cavaliere sedeva alla Presidenza del Consiglio. Guardate che in Italia non c’è più nessuna istituzione di cui ledere il prestigio: ci sono riuscite benissimo da sole.
3) Volete criticare il PD? Va benissimo. Io sono il primo a farlo. Il PD mi fa schifo, l’abbiamo capito tutti, tranne gli elettori del PD. Questo però non vi dispensa dal dire solo cose vere quando ne parlate. O quando sparate a zero sulla Bindi.
Rosy Bindi è un perfetto bersaglio politico: è donna, è cattolica, e quindi non solo può essere insultata dagli uomini in quanto né giovane né fregna; ma anche, senza imbarazzi, dalle sinistronze politically correct – magari sedicenti femministe – che possono imputare la sua presunta mancanza di femminilità e di relazioni sentimentali al fatto che sia una frigida bacchettona schiava del Vaticano, incapace di esercitare la necessaria padronanza del proprio clitoride. Come se i risolini sprezzanti delle donne più smaliziate non fossero beceri quanto le vomitate berlusconiane.
Attaccare una persona con una figura pubblica così appetibile è un modo molto semplice di attaccare il partito a cui appartiene, anche perché le posizioni del PD invogliano a sparare a zero senza badare al sottile, e senza badare alla verità. Lontani sono i tempi prima della caduta del Cavaliere, quando la Bindi era un idolo delle persone di sinistra e dei lettori del Fatto Quotidiano.
Durante un comizio alla Festa dell’Unità di Roma, la Bindi è stata contestata per essersi opposta, durante un’assemblea del PD, ai diritti dei gay. Forse non tutti sanno che l’assemblea del PD ha in quella occasione votato un documento sulle unioni civili fra omosessuali. La Bindi, che presiedeva l’assemblea come Presidente del partito, non ha considerato ammissibile la proposta di votare un altro documento a riguardo proposto da una minoranza del partito guidata da Concia e Marino. Ha fatto bene o ha fatto male? Il documento proposto dalla minoranza era più aperto di quello votato a maggioranza? Posso dire sticazzi? Qualcuno di voi crede davvero che una risoluzione del parlamentino del PD più o meno omofila possa avere la men che minima possibilità di avere un’influenza sul paese, sul governo o sulla legislazione parlamentare? L’unica cosa a cui servono questi documenti, che seguono solo la logica degli scontri interni del partito e non vogliono dire un cazzo, è mostrare come il PD sia diviso su tutto, e dare la possibilità a gente come Grillo e Di Pietro di imbastire processi al partito e ai suoi esponenti sui media.
Che i contestatori della Bindi sapessero o meno del nucleo della questione, la Bindi si è difesa con le unghie e coi denti e il dibattito è stato lungo. L’aspetto più interessante, però, è stato come due giornali vicini al popolo di centro-sinistra hanno trattato la cosa: sia Repubblica sia il Fatto hanno pubblicato sui loro siti due estratti della accesa discussione – opportunamente tagliati. Sul Fatto, ogni parola della Bindi che testimonia il suo impegno nei confronti degli omosessuali sono minimizzate o espunte – come quando Rosy ricorda di avere scritto la legge sui DICO e di essere stata vittima di attacchi personali da parte di Vaticano e destra e di avere subito la manifestazione del Family Day organizzata su misura contro di lei; in compenso, se su Repubblica questa parte del discorso si può vedere, il giornale di Scalfari e Mauro ha fatto in modo di cancellare tutti i punti in cui la Bindi critica Di Pietro per i suoi attacchi a Napolitano e difende Casini per avere attaccato la Procura di Palermo.
Una cosa che, mi perdonassero tutti i gay d’Italia, mi pare un po’ più grave della scelta di discutere o meno una relazione di minoranza dell’assemblea PD.


Oh, hai ricominciato a scrivere <3
comunque io darò addosso alla Bindi quanto voglio e non perché è brutta, ma perché spara cazzate.
Un po' come per tutti gli altri insomma.
E’ cosa buona e giusta criticare tutti, per ciò che dicono e ciò che pensano, ma non per ciò che non dicono e ciò che non pensano. Io questo mi limito a dire
hai messo il tag “clitoride”?? o_O
la bindi è andata oltre, fanculo. siam mica tutti esponenziali, che rimaniamo uguali nel tempo.
monti è tecnicamente legittimo, ma le cose sono un pelo più complicate, e lo sai farabutto :*
e quindi mi limiterò a non dire e a non pensare.
li mortacci…
ps: ma poi, ti sei letto/guardato l’assemblea del piddì??? diosuo…