Deconstructing Elsa

Il pianto di Elsa, gli occhi di Elsa, le sacche lacrimali di Elsa. In altre parole, l’apparente (nel duplice e ossimorico significato di “illusoria” e di “vistosa”) femminilità di Elsa....

Il pianto di Elsa, gli occhi di Elsa, le sacche lacrimali di Elsa. In altre parole, l’apparente (nel duplice e ossimorico significato di “illusoria” e di “vistosa”) femminilità di Elsa. Elsa piange all’annuncio dei pesanti sacrifici simboleggiati dalla sua riforma delle pensioni. È, o così interpretano i media, il trionfo della femminilità al governo: sensibile, istintiva, tutta cuore dove l’uomo (Monti, non a caso allegorizzato in un robot) è tutto cervello. Non stupisce che questa caratterizzazione di Elsa in quanto donna fa incazzare molte femministe. Qui non siamo in presenza di una donna al governo, ma di ciò che un uomo immagina che una donna al governo debba essere. Fragile, tenera, materna. Inoltre: innocua. Perché una donna fragile, tenera, materna non può davvero dar luce a una riforma pensionistica socialmente distruttiva. Ergo: esagerata. Vien fatto di dire: tranquilla, Elsa, non sarà poi questo gran sacrificio. Il pianto di Elsa è il pianto di una donna vista da un uomo.

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Il corpo di Elsa. Elsa diventa un personaggio amato dalla cronaca mondana del gossip politico perché accusata di mobbizzare il suo vice, Michel Martone. La donna di potere, vista dagli uomini, ha la caratteristica fondamentale di essere castrante. D’altra parte, la donna castrante, la mater terribilis, è tale perché esercita un potere soprattutto sessuale. Elsa mantide religiosa è ancora una volta una donna vista da un uomo. Elsa, sull’infelice dichiarazione del suo vice, ebbe a dire: “Non lo sgrido, già mi accusano di mobbing nei suoi confronti”. Cinismo e piacioneria. Non inizia a ricordare qualcuno?

Sgridare. Verbo da dominatrix. O da madre, il cui potere è comunque quello di una dominatrix. Il potere di Elsa è il potere di una donna visto da un uomo.

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Le parole di Elsa. So bene che il ministro Fornero ha parlato di diritto all’impiego e non di diritto al lavoro e che questo non mette le sue parole in diretto contrasto con la Costituzione. Il contesto in cui quelle parole sono state pronunciate e lo spirito con cui devono essere state pronunciate le mettono però in contrasto con tutto ciò che è giusto e nobile. Perché delle due l’una: o il ministro ha voluto enunciare, en passant, l’ovvia verità per cui nessuno ti regala un impiego, o ha voluto dire che perché la sua riforma del lavoro venga accettata occorre che tutti accettino la mentalità unica e la verità suprema secondo cui se non hai un lavoro è perché non ti sei sbattuto abbastanza, e se ce l’hai e lo vuoi conservare è meglio che inizi a cacare anelli con brillanti su un vassoio d’argento. E leggendo l’intervista Elsa non mi è sembrata una che perde tempo a dire ovvietà.

Se, a questo punto, ci concentriamo sull’idea secondo cui un impiego è qualcosa che ti devi guadagnare, con fatica e a volte persino con sacrifici, quanta femminilità ci troviamo? Lungi da me dire come una donna dovrebbe ragionare: gli uomini femministi non esistono, esistono solo i paraculi che si fanno chiamare “femministi”. D’altra parte sono uomo da abbastanza tempo per riconoscere un discorso maschilista quando lo sento, e, credetemi, pochi discorsi sono tanto maschilisti quanto quello secondo cui il lavoro crea conflitti e impone sacrifici. Le parole di Elsa non sono nemmeno più le parole di una donna vista da un uomo: sono proprio quelle di un uomo.
Perché il ministro Fornero, in realtà, è un uomo.

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Ma la vera rivoluzione culturale non sarebbe iniziare a far entrare nella testa della gente che sono i padroni a doversi guadagnare dei dipendenti in gamba?

About Vladimir Stepanovič Bakunin

Dopo una tranquilla infanzia a Dachau, in Baviera, Vladimir Stepanovič balza agli onori della cronaca quando viene accusato di essere il famigerato Mostro di Firenze. Il processo è interrotto dalla sua morte per infarto. Suo figlio, Stepan Vladimirovič, ne onora la memoria assumendone il nome e scrivendo satira incestuosa sul Bile, graffiti sui muri e poesie sulle belle donne.