La Ministronza 3

E’ in uscita la Ministronza 3 di Alessio Spataro e noi del Bile gli abbiamo scritto la prefazione. Per vedere l’elenco di tutte le presentazioni e trovare altre informazioni cliccate...

E’ in uscita la Ministronza 3 di Alessio Spataro e noi del Bile gli abbiamo scritto la prefazione. Per vedere l’elenco di tutte le presentazioni e trovare altre informazioni cliccate qui

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PREFAZIONE

 

Quando mi è stato chiesto di scrivere questa prefazione mi sono sentito lusingato, ma al contempo imbestialito, e avrei preferito che quella chiamata non fosse mai arrivata. Non nel momento in cui cercavo di telefonare alla polizia mentre dei fascisti mi inseguivano a Tor Bella Monaca.

 - Emh…Carissimo Alemanno! Come stai?

- Ste, sono Alessio, che cazzo stai dicendo!

 Mentre i fascisti si tranquillizzano e si allontanano, continuo

 - Ciao Alessio hai appena sventato un omicidio.

- Sì sì, lo faccio sempre. Senti, ti ho chiamato perchè vorrei che tu mi scriva la prefazione per La Ministronza 3

- Cos’è, Vincino non può?

- Esatto.

Io scrivere la prefazione per la Ministronza 3, wow! “Con la mia penna ristabilirò giustizia e verità in questo paese e la Mondadori deterrà tutti i diritti.” Ma subito mi riprendo dalla fantasia di essere Saviano ed ecco che subentra il panico da prestazione, cazzo una prefazione è una cosa importante, se scrivo puttanate nessuno comprerà il libro e Spataro sa dove abito. Devo concentrarmi, niente eiaculazioni precoci.

Perfetto, questo è il momento clou in cui devo spiegare il motivo per cui acquistare o rubare questo volume. Innanzitutto se siamo arrivati alla Ministronza 3 un motivo ci sarà, Spielberg non avrebbe fatto tre Jurassic Park se i dinosauri non fossero stati cinematografici, e la Mecojoni di Spataro è l’equivalente umano di un velociraptor. Solo più pericolosa, viscida e arrapata.

Il problema del successo della Ministronza è che l’Italia è un paese fascista: siamo così fascisti che il fascismo l’abbiamo dovuto inventare noi, siamo così di destra che scambiamo Il Fatto Quotidiano per un giornale di sinistra e Travaglio per un giornalista.

 E la Ministronza non fa altro che sguazzare nel torbido di un Paese conservatore e trasportare quelle palate di merda sul foglio di carta con le più sobrie e profumate chine.

 Nella malandata satira nostrana in cui la potenza di fuoco è in parte affidata ad amatori (appassionati ma non ‘educati’, il che la dovrebbe dirla lunga su come sta messa), la buona idea di Spataro è stata quella di dedicarsi ad un personaggio poco in vista al grande pubblico.
Perché con delle forze politiche in grado di far ridere da sole, con questa scelta Spataro ha potuto agire su una linea di confine fresca, con un personaggio disinibito ma ancora mediaticamente vergine nel salotto col plastico delle nostre menti.

Il che ha rinforzato il gioco classico, semplice ma non per questo meno efficace di esacerbare gli elementi ambigui e pericolosi del reale.

Se la televisione che in Italia è riconosciuta ancora come informazione, ha in realtà perso qualsiasi funzione salvifica e si è ridotta ad essere un semplice cerotto sugli occhi, che tenta di farci credere che arti, organi vitali e il corpo tutto non è a brandelli, non resta che affidare il proprio senso critico agli autori satirici.

 E sembra ieri che il mondo politico non faceva che attaccare Alessio col solito discorso del buon gusto.

Solo che…

La satira non è categorizzabile coi parametri consueti perché è di per se un sovvertimento dell’ordine delle cose. Si serve del marcio, del nero per scherzare con le nostre coscienze: chi non sopporta il confronto è solo chi non comprendendo il meccanismo in atto ne è spaventato, o chi con la sua coscienza ha già devastato un’ottantina di ritratti di Dorian Gray (tutti appesi in salotto sopra il divano e vicino al busto del Duce).

I primi son recuperabili, i secondi danno materiale a Spataro. That’s it.

Ok, sì: così dovrebbe andare…Però questo libro deve vendere, mi serve un idea forte, una trovata di marketing che spacchi davvero.

mmm… mmm…

 Ma certo!

 - Pronto

- Ciao Luigi, mi passi la Tommasi? ecco, sì grazie… Ciao Sara, mi serve una mano, dobbiamo girare un video…sì, esatto.

No no, la pelle non serve che la indossi.

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