Prima della reazione

Quello che mi preoccupa maggiormente dello scandalo Ruby è l’effetto che avrà sul Pd. Vi ricordate i precedenti scandali sessuali del Pdl? Dopo Vallettopoli si scoprì che Sircana, portavoce di...

Quello che mi preoccupa maggiormente dello scandalo Ruby è l’effetto che avrà sul Pd. Vi ricordate i precedenti scandali sessuali del Pdl? Dopo Vallettopoli si scoprì che Sircana, portavoce di Prodi, faceva gite turistiche nei viali dei trans. Dopo i primi scandali D’Addario, Marrazzo fu beccato a partecipare a festini a base di coca e trans.
Da questo schema deduciamo due cose: la prima è che i democratici si dimostrano in perenne ritardo anche per quanto riguarda gli scandali sessuali. Suvvia, la curiosità per i trans è così anni ’90! Ora lo scandalo sulla cresta dell’onda è la pedofilia. Andare con uomini con parrucche vistose e voluminosi impianti di silicone una spanna sotto il mento? Roba vecchia, che non può suscitare la minima ammirazione nel commercialista di Padova che la mattina si reca dal farmacista per farsi dare sottobanco una dose di preparato H.
La seconda è che il Pd ha una vita sessuale, conosciuta a tutte le agenzie di stampa nei suoi più torbidi segreti. E siccome le agenzie di stampa sono legate a Satana, fanno il gioco di Berlusconi. (Io ho provato a cercare un’altra spiegazione, ma secondo me l’essere semplicemente pagati non può spingere a tanto. Voglio dire: io lo pago il fornaio, ma non è che lui mi lecchi le palle ogni volta che compro mezzo chilo di rosette).
Come si fa il gioco di Berlusconi negli scandali sessuali? In due modi: il primo è mostrare, mentre si cerca di negare tutte le accuse, che razza di troie sono quelle che mettono in giro certe voci. Si ottengono così due risultati: da un lato, ufficialmente, si screditano queste voci in quanto provenienti da operatrici sessuali inattendibili (di certo più inattendibili di giornalisti sospesi dall’ordine, di corruttori notori di testimoni, compratori di processi, falsificatori di bilancio). Dall’altro, ufficiosamente, si suscita l’invidia del commercialista di Padova. Il quale, mentre si spalma gli sfinteri di abbondanti dosi di preparato H, sa benissimo che mentre un trans è a disposizione di tutti, una diciassettenne da trecento euro al bocchino no.
E siamo già alla seconda strategia: seppure il Pdl sia pieno di scandali sessuali che il commercialista di Padova troverebbe schifosi, e sebbene qualcuno del Pd se la sarà pur fatta una valletta, no?, occorre comunque concentrarsi sul “meglio puttanieri che finocchi”: meglio andare con Patrizia D’Addario che con i trans brasiliani. Anche se bisogna ammettere che Patrizia D’Addario a Berlusconi l’ha sputtanato alla grande, mentre i trans brasiliani a Marrazzo l’hanno difeso ad oltranza. Tanto per dire la scelta dei collaboratori.
Ma i trans ormai sono storia vecchia, o almeno questo prova a ripetersi ogni mattina un certo commercialista di Padova. Adesso il nucleo caldo dello scandalo è la pedofilia. Le strategie messe in atto sono state: sbattere Ruby in bella mostra, magari in seconda serata (il cosiddetto handjob-time) per mostrare che a una fica così non si chiede certo il certificato di nascita. (E poi in quei Paesi là sviluppano prima, come sanno bene orde di commercialisti di Padova che passano le vacanze in Thailandia). Ok, strategia brillante, lo ammetto, qua la mano: mi ci sono fatto una sega anch’io, su Ruby.
Adesso tremo non perché me ne fotta qualcosa del Pd, ma perché sappiamo bene che quando Libero passerà al contrattacco dovrà recuperare da archivi polverosi rivelazioni obbrobriose, che io non ho nessuna intenzione di conoscere. Pensateci: cosa può mettere in ombra Berlusconi che scopa con una diciassettenne prezzolata? Veltroni che inchiappetta una suora? Bersani che viola posteriormente un bambino di seconda elementare davanti alla maestra iscritta alla CGIL scuola? Rosy Bindi che fa un pompino a un feto abortito? Enrico Letta che lecca la passera a Eluana Englaro confermando che ha effettivamente le mestruazioni?
È per evitare di trovarmi di fronte a notizie di questo genere, rimbalzate da Libero al Corriere della Sera, dal Corriere alla Repubblica, fino a quella parte della mia corteccia cerebrale che non sono in grado di raggiungere con la candeggina, che ho smesso da un paio di settimane di comprare giornali. Non c’entrano niente i debiti con il mio spacciatore.

About Vladimir Stepanovič Bakunin

Dopo una tranquilla infanzia a Dachau, in Baviera, Vladimir Stepanovič balza agli onori della cronaca quando viene accusato di essere il famigerato Mostro di Firenze. Il processo è interrotto dalla sua morte per infarto. Suo figlio, Stepan Vladimirovič, ne onora la memoria assumendone il nome e scrivendo satira incestuosa sul Bile, graffiti sui muri e poesie sulle belle donne.