Wiki Poppins

  A volte gli incontri che ti cambiano la vita capitano all’improvviso. Una sera di pioggia ti suonano alla porta. - Chi è? - Julian. - Chi? - Apri. Ti...

 

A volte gli incontri che ti cambiano la vita capitano all’improvviso. Una sera di pioggia ti suonano alla porta.

- Chi è?

- Julian.

- Chi?

- Apri.

Ti trovi di fronte un biondino emaciato e zuppo di pioggia che indossa un impermeabile grigio e degli occhiali scuri.

- Posso stare un po’ qui?

- Può darsi. Chi cazzo sei?

- Julian Assange.

- Sei quello ricercato in tutto il mondo?

- Sì.

Allora ti consulti rapidamente con tua moglie che nel frattempo ha fatto capolino alle tue spalle.

- Che dici, lo facciamo entrare?

- Cazzo no, è ricercato per stupro!

- Forse è solo un modo per screditarlo.

- Ok, ma fagli levare le scarpe che ho lavato il pavimento.

È così che abbiamo accolto il fondatore di WikiLeaks. Lo abbiamo sfamato, dissetato e destinato alla camera degli ospiti.

***

Sono più di due mesi che Julian vive da noi e si è creata una piacevole armonia. Noi gli offriamo vitto e alloggio e lui ricambia dandoci dei consigli per migliorare la nostra vita. Sembra sapere tutto su come va il mondo e noi seguiamo i suoi suggerimenti senza fare troppe domande: è l’oracolo della casa.

- Julian, noi andiamo al supermercato. Ti serve qualcosa?

- No. Ma sarebbe prudente per oggi non comprare banane provenienti dal sudamerica.

- Perché?

- Fate come vi dico: niente banane.

Tutto sembra andare meglio da quando c’è lui. La mia famiglia gode di ottima salute, siamo allegri, spensierati, mangiamo meglio e facciamo sport. Julian ha portato la magia in casa. I bambini lo adorano, lo chiamano zio Wiki. La connessione internet va più veloce. Sto anche mettendo da parte un bel gruzzoletto grazie ai consigli di Julian sul trading on line. Pure mia moglie, dopo la riluttanza iniziale, l’ha preso in simpatia. Ora passano molto tempo insieme, anche di notte. Lei dice che parlano degli equilibri geopolitici nell’Asia centrale dopo la frammentazione del 1991, poi torna a letto molto più distesa e rilassata di prima. Anche lui si trova bene, è piuttosto tranquillo, a parte quella volta che gli è arrivato un sms firmato Lee Harvey Oswald. Julian ci sta aiutando a capire meglio l’ambiente in cui viviamo, il nostro quartiere, i nostri vicini di casa. Ci sta aprendo la mente. Un giorno ci ha riuniti in salotto e ha cavato dalla tasca un mucchio di foglietti scritti a matita.

- Siete pronti?

- Sì.

- Eleonora, la ragazzina del terzo piano: è la figlia della signora Moscardelli, ma non del signor Moscardelli.

- Sei sicuro Julian? Gli somiglia un sacco!

- È un caso. La signora Morabito scopa col podologo del palazzo di fronte.

- Lo sapevo, cazzo! Ha i piedi perfetti quella donna.

- L’amministratore ha un rene solo.

- Vabbè, sticazzi.

- È il signor Brugnetti che piscia sulla vostra porta, non il suo cane.

- Ah.

- Il cinese del primo piano è morto.

- Ma l’ho visto mezz’ora fa…

- È morto.

***

Oggi Julian ci ha comunicato che deve andare. – Ci sono altre famiglie che hanno bisogno di me, prima che mi arrestino – ha detto. Ci siamo rimasti male, ma in fondo ce lo aspettavamo. È stato bello finché è durato. Ora è il momento di fare un bilancio di questi mesi e prendere quanto di buono ci ha insegnato Julian. Dobbiamo capire che possiamo andare avanti con le nostre gambe grazie alla nuova consapevolezza che questo incontro ci ha regalato. Mia moglie si apparta un’ultima volta con lui per parlare, dice, del sostegno della CIA ai Contras in Nicaragua negli anni ’80, mentre io resto con i bambini.

- Papà, è vero che lo zio Wiki è un terrorista telematico?

- Dove l’hai sentita questa cosa?

- In tv.

- Da oggi in questa casa la tv non si guarda più.

- Dove vai?

- A dire due parole al signor Brugnetti.

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